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Berlusconi: il dialogo? Se c'è meglio, ma ho il mandato degli elettori: sono determinato, presto le riforme

A margine del vertice euromediterraneo di Parigi il capo del governo coglie l'occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. Il dialogo, dice ai giornalisti, non deve essere ricercato a tutti i costi. Quello che va fatto, secondo Berlusconi, è invece dar seguito al mandato ricevuto alle elezioni e proseguire sulla strada delle risorme legittimati dalla«stragrande» maggioranza degli elettori che il centrodestra rappresenta in parlamento

Da Parigi, al termine del vertice euromediterraneo, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi accelera sulla strada di un cambiamento radicale del paese e indirettamente replica così a Bossi che anche oggi esorta a proseguire sulla strada del dialogo: «Visto chi sono i signori dell'opposizione, oggi sono determinatissimo, determinatissimo. Dagli italiani abbiamo avuto un mandato a governare e ciò vuol dire decidere su tutte le direzioni anche sulla Costituzione».

Sul suo essere determinato, anzi, determinatissimo Berlusconi è tornato più volte durante il colloquio con I giornalisti seguito al vertice di Parigi. E, ancora, forte dell'appoggio della «stragrande maggioranza degli italiani», gela ogni possibile confronto con le opposizioni: «Se dall'altra parte troviamo persone responsabili con cui si può dialogare siamo felici».

Ma questo rimane nelle parole del premier poco più che un auspicio, in realtà è un’ipotesi a cui Berlusconi, dichiaratamente, non crede molto: «Se troviamo le persone che si sono manifestate negli ultimi tempi é meglio non dialogare e andare avanti nella realizzazione del nostro programma in piena serenità di spirito e convinti di avere con noi la maggior parte, la stragrande maggioranza degli italiani».

Tuttavia, per Berlusconi ricreare il clima di qualche settimana fa non è la priorità, soprattutto se questo si dovesse tradurre in un rallentamento dell’azione di governo.  «Francamente - ribadisce il premier - non ho mai pensato a questo argomento del dialogo con preoccupazione: se c'é la possibilità bene, sennò governiamo perché abbiamo avuto un mandato chiaro. Se dall'altra parte troviamo persone responsabili, è un fatto positivo. Sennò- ribadisce più volte - meglio non dialogare». 

Soddisfatto del suo intervento sulla crisi petrolifera che, lui stesso racconta essere stato definito dagli altri presidenti 'muscolare', Berlusconi rilancia il ruolo dell'Italia nello scenario internazionale. E, ancora, a chi gli chiede se questo rinnovato protagonismo potrebbe essere agevolato da un clima politico interno più sereno, Berlusconi ha risposto tranquillo: «Certamente farebbe comodo, tuttavia ho un tale livello di relazioni internazionali basate su intenso dialogo personale che quanto accade in Italia non influisce più di tanto sulla mia politica estera».

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