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Politica

GIUSTIZIA/ Gasparri (PdL): il Csm è una cloaca. Finocchiaro (Pd): parole gravissime

Si riscaldano i toni sul tema della giustizia. Il Presidente dei Senatori del Pdl definisce il Csm una cloaca, che offende gli italiani. Il Presidente del Pd ricorda che si tratta di un organo presieduto dal Capo dello Stato

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Si riaccende la polemica politica sul tema della Giustizia. Maurizio Gasparri ci va pesante e a Radio Radicale dichiara: «La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani». «Come presidente dei senatori del Pdl reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia. L'obbligatorietà dell'azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare. La separazione delle carriere è un'esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un'emergenza democratica. La magistratura seria e laboriosa composta dalla maggioranza dei magistrati è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un'azione di militanza politica, che occupano militarmente il Csm e che non giovano ad un'immagine della magistratura fortemente incrinata come si vede dai sondaggi, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma deve esaltare la funzione della giustizia e noi la faremo sicuramente».

La replica dell'opposizione non si fa attendere, e arriva per bocca di Anna Finocchiaro: «Certamente vanno riviste una serie di questioni e di meccanismi, errori e storture esistono, ma la priorità non può essere quella di colpire l'autonomia della magistratura o quella di fare del Csm un obiettivo da distruggere». Il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro denuncia come «offensive e gravissime le parole venute da Gasparri contro il Csm «presieduto, lo ricordo, dal Capo dello Stato». È quindi, «assolutamente necessario che la maggioranza abbassi i toni e smetta di attaccare quotidianamente i magistrati. Altrimenti è altrettanto quotidiana la sgradevole percezione che si vogliano solo difendere gli interessi di qualcuno ed alzare un polverone mediatico che non aiuta certo a trovare quel terreno di confronto per affrontare i reali problemi della giustizia che non sono solo quelli di un processo al premier».
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