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Politica

ELUANA/ Politica e magistratura prendono tempo, ma Beppino Englaro vuole andare avanti

Spaccature nel Pd sulla posizione assunta in commissione Affari costituzionali. La mozione sta per approdare in aula, ma il presidente della Camera fa sapere di voler approfondire la vicenda. Ascolta l’intervista al vicepresidente della Camera MAURIZIO LUPI, che ieri ha presentato una relazione sul conflitto di attribuzioni (all’interno, il testo integrale). ASCOLTA L'AUDIO dell'incontro "Eluana Englaro: il mistero della vita, una sfida per il diritto e la medicina" organizzato da Medicina & Persona e dalla LAF. All’interno gli interventi di Roccella, Mauro, Pollastro, Mancini, Eusebi, Crisafulli, Baldassarre e Quaglio e il video dell'incontro di Lecco con Giancarlo Cesana e Claudia Mazzucato

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Giornata intensa anche quella di ieri sul fronte della vicenda Eluana Englaro, con un dibattito sempre più aperto, sia sul versante giudiziario, con le nuove dichiarazioni del procuratore generale di Milano, sia su quello politico, dopo che il giorno prima era approdata alla commissione Affari Costituzionali del Senato la mozione della maggioranza che solleva il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in merito alla sentenza della Cassazione.

Per quanto riguarda il fronte giudiziario, il procuratore generale facente funzione di Milano Gianfrano Montera ha annunciato che la procura si prenderà tutto il tempo necessario – per sfuggire al "corto respiro delle passioni politiche" – per decidere se impugnare la sentenza che concede al padre di Eluana Englaro, in coma da 16 anni, di toglierle l'alimentazione forzata. "La decisione da prendere che credevamo possibile nel più breve tempo di legge si è rivelata così complicata che prenderemo tutto il tempo che la legge ci concede", ha spiegato il pg ai giornalisti.
Tecnicamente,  ha spiegato il pg, ora la procura ha un anno a partire dal giorno in cui il decreto della corte d'appello del tribunale civile di Milano è stato depositato in cancelleria per presentare ricorso, oppure 60 giorni dal momento in cui Beppino Englaro, padre di Eluana, notifichi il provvedimento alla procura generale, cosa che finora non ha fatto.
Il padre di Eluana ha però fatto sapere, tramite il suo legale Vittorio Angelini, che non intende recedere di un passo su quelle che sono le intenzioni già espresse. "Siamo in presenza di una sentenza esecutiva - ha detto Angiolini - che il procuratore ha la possibilità di impugnare chiedendone la sospensione della efficacia. Il tutore di Eluana (il padre Beppino) ha il potere, anzi il dovere di valutare come applicare questa sentenza". E il difensore di Beppino si è affrettato a chiarire che "non c'è stato nessun rapporto da parte nostra né da parte del signor Englaro con la procura". "Non so neanche se notificheremo il decreto", ha fatto sapere il legale del signor Beppino. "Del resto - ha aggiunto - francamente non so neanche come possano impugnare quella sentenza".
 
Sul piano politico, il voto al Senato che ha portato all’approvazione della mozione ha creato malumori all’interno del Pd, a causa della presentazione di una mozione di minoranza, avversa a quella della maggioranza e contro l'ipotesi di conflitto di attribuzione tra Parlamento e Cassazione. "Apprendo dalle agenzie che il Pd ha presentato una relazione nella quale si afferma la contrarietà alla sollevazione del conflitto di attribuzione tra Senato e Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro", ha dichiarato il senatore del Pd Riccardo Villari, che prosegue: "la posizione personale di alcuni senatori del Pd, pur rispettabile, non rappresenta la posizione ufficiale del Gruppo non ancora riunitosi per definire una linea comune". Anche la senatrice Baio Dossi (dell’area teodem) si è espressa con parole simili nei confronti del suo gruppo: "È singolare che si apprenda dai giornali la posizione del Pd sul caso di Eluana Englaro e la conseguente sentenza della Corte di Cassazione che autorizza la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione. Se il Pd vuole candidarsi a forza di governo del Paese non può semplificare o appigliarsi a sofismi giuridici per rappresentare la propria posizione. Anche, e soprattutto, su questi temi i cittadini chiedono chiarezza e capacità di risposta”. “Se non vogliamo che la magistratura si sostituisca al potere legislativo - conclude Baio - serve che il Parlamento legiferi e il Pd assuma una sua posizione".
 
Intanto il percorso del dibattimento in aula della mozione approvata dalla commissione Affari costituzionali sembra potersi prolungare più del previsto. Al Senato la mozione approderà martedì prossimo, mentre alla Camera i tempi poterebbero essere diversi, dal momento che l’Ufficio di presidenza ha deciso di prendere tempo. "La questione è estremamente complessa - ha detto Fini nella riunione di oggi - non nel merito ma nelle procedure. Quindi bisogna approfondire bene la relazione fatta oggi (ieri) da Maurizio Lupi".
 
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