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PD/ Rutelli: il partito tenga conto dei cattolici

Pubblicazione:mercoledì 23 luglio 2008

Francesco Rutelli ha presentato uno studio commissionato all'istituto Ipsos sul comportamento dell'elettorato cattolico alle ultime elezioni politiche. Uno studio che ha attirato l'attenzione anche di interlocutori esterni al Pd, soprattutto esponenti dell'Udc.
Il dato di fondo, secondo Rutelli, è che «in Italia esiste un cattolicesimo di popolo, e chi volesse ignorarlo commetterebbe un errore. Un terzo degli italiani dichiarano di frequentare la messa ogni domenica: non è detto che davvero vadano tutte le domeniche a messa, ma se lo dichiarano significa che si sentono parte di una comunità». Dallo studio Ipsos emerge innanzitutto un dato: il 41,6% dei cattolici praticanti, cioé coloro che dichiarano di andare a messa settimanalmente, ha scelto il Pdl e il 9,2% la Lega, mentre il 28,2% ha optato per il Pd e il 4 per l'Idv.
Secondo lo studio dell'Ipsos, il 35% degli elettori del Pd non ha gradito l'intesa con i Radicali. Rutelli ha commentato questo dato, limitandosi a dire che «nei democratici Usa ci sono i pro-life, cioé gli anti-abortisti, e i pro-choice, cioé coloro che difendono l'aborto. È il partito che si occupa di realizzare la sintesi». L'importante, sottolinea, è che non vengano accantonati i temi etici, come invece è accaduto durante la scorsa campagna elettorale per scelta sia del Pd che del Pdl. «Negli Stati Uniti in campagna elettorale non ci si occupa mica solo di economia. Si parla anche di principi e valori, che invece sono scomparsi dal dibattito politico italiano».
Rutelli ha denunciato «un certo inaridimento del dibattito pubblico italiano», e ha invitato il Pd ad «imporre una diversa agenda politica». Tanto più che l'elettorato italiano considera ormai un'esperienza superata quella del partito confessionale: addirittura il 78% degli italiani, secondo lo studio, ritiene che «una forza organizzata non serve» e che non bisogna «confondere religione e politica». Un’opinione che è condivisa anche dal 69% dei “cattolici impegnati” e dal 76% degli “assidui-partecipanti”.
Un dato che, secondo l'ex leader della Margherita, deve spingere ancor più il Pd a guardare con attenzione al mondo cattolico: «L'irreversibilità del pluralismo culturale delle forze politiche italiane rende ancor più necessario avere una relazione con questo “cattolicesimo popolare” che caratterizza l'Italia».

(Foto: Imagoeconomica)


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