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SCENARIO/ Polito: i leader del Pd? Repubblica, Di Pietro e Santoro

dipietro_santoro_R375.jpg (Foto)

 

Sono convinto che le primarie confermeranno il voto degli iscritti, perché c’è una grande voglia di cambiare e Franceschini parteciperà alla competizione, perché si stanno già costruendo le correnti di minoranza. Chi perde cercherà di far comunque pesare le proprie percentuali. Franceschini in pratica si sta già preparando a fare la minoranza.
Detto questo nel suo schieramento c’è chi come Rutelli vorrebbe prendere al balzo l’occasione per rompere e ha già un piede sulla porta. A prevalere però sarà la forza fondamentale che sta alla base di Franceschini, i Popolari. Si preparano a restare, come corrente organizzata, chiedendo in cambio potere.

 

Seguendo il suo ragionamento: la probabile elezione di Bersani e la mancata fuoriuscita della componente cattolica, rassegnata a una posizione minoritaria, cosa comporterebbe riguardo a quel nervo scoperto rappresentato dai temi etici. Casi come quello di Dorina Bianchi, scoppiato sull’indagine relativa alla pillola Ru486, saranno ancor più frequenti?

 

Non sarà un problema molto più di adesso, perché lo è già ed è innegabile.
La cosa curiosa è che abbiamo un Pd che oggi è diretto da un cattolico, Franceschini. E la tensione con l’ala cattolica militante è ugualmente molto forte. Franceschini qualche giorno fa ha mandato una lettera alla Finocchiaro dicendo che l’indagine parlamentare sulla Ru486 non è materia di libertà coscienza e bisogna adeguarsi alle decisioni del gruppo, è una delle posizioni più dure immaginabili su questo punto. Il problema c’è e ci sarà anche dopo. Resta da capire quali margini di libertà di coscienza verranno riconosciuti ai parlamentari.

 

Questo meccanismo che costringe il Pd a un altro mese a leadership parziale non rischia di indebolire il partito ancora di più, visto che già da tempo non guida l’opposizione ed è assente dal dibattito politico?

 

La ricostruzione era necessaria e rafforza il partito perché tutto è meglio di quello che c’era prima, cioè il nulla. Dall’altro lato il Pd è assente dal dibattito e clamorosamente rivolto su se steso. Questa cura ricostituente ha senso e avrà senso se una volta fatta andrà spesa in attività fisica, cioè politica.

 

Un Pd con un leader forte può riprendere in mano un’opposizione lasciata oggi in mano ai giornali e a Di Pietro?

 

 


COMMENTI
01/10/2009 - discriminante è la ANTROPOLOGIA sottesa (attilio sangiani)

Mi pare che si continui a ragionare sulla base di schemi astratti e superati. Il vero discrimine tra le posizioni in politica mi pare che sia la ANTROPOLOGIA sottesa ( Ruini ). Per la D.C.,ed oggi il PdL,come il Partito Popolare Europeo cui aderisce,è la antropologia personalista della tradizione cristiana ( es: J.Maritain ,Augusto Del Noce,Baget Bozzo,...). Anche se con smagliature teoriche e,a volte,incoerenze pratiche. Per lo schieramento opposto,detto "la sinistra" invece la antropologia sottesa è,in varie forme e sfumature,il NICHILISMO di F.W.NIETZSCHE,dopo la smentita storica del "socialismo scientifico". Solo in Italia c'è una minoranza di cattolici,quelli sedicenti "adulti" e "democratici",che non se ne sono ancora resi conto e si illudono di poter convivere con il laicismo nihilista dominante.Si pensi,ad esempio,i temi di bioetica,della famiglia e della natalità,della libertà di educazione ( emergenza educativa,...). Repubblica,Santoro,Di Pietro and & sono,per ora,i veri "oracoli" di questa sinistra niciana,della ideologia dell'autodeterminazione assoluta dell'individuo,cioè della liquefazione della società,della "morte del prossimo" dopo la Morte di Dio.