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SCENARIO/ Polito: i leader del Pd? Repubblica, Di Pietro e Santoro

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Questa è la speranza. Un partito forte e strutturato è autonomo e decide da sé la sua linea politica. Un partito debole e inesistente come quello di questi mesi è in balia di una linea politica decisa dagli altri: Repubblica, Di Pietro, Travaglio o Santoro.

 

Secondo Pigi Battista sono 15 anni che da sinistra non esce un’idea nuova che sappia liberarsi dal anti-berlusconismo, che blocca la sinistra garantendo a Berlusconi vittorie su vittorie. E’ d’accordo?

 

Sono d’accordo. Aggiungo che la sinistra italiana ha colto le idee nuove che erano nate nel mondo (penso al new labour inglese) molto tardi, quando ormai il tempo era scaduto. La crisi finanziaria che ha messo in crisi anche quei modelli di sinistra liberale fondati sulla globalizzazione e sul mercatismo era già iniziata. Non ci sono idee, questo è fuori di discussione, ma non ci sono in tutto il mondo, non vedo dei punti di illuminazione. La crisi ha messo in ginocchio la sinistra europea soprattutto per la rapidità con cui la destra si è trasformata da liberista in protettrice dei ceti medi. Oggi è la destra che fa il keynesismo e mette i soldi pubblici nel sistema.
Per quanto riguarda la sinistra italiana non ci sono dubbi che in questi anni è stata particolarmente ferma, quasi ipnotizzata dall’anti-berlusconismo.

 

Il voto tedesco?

 

Conferma quello che dicevamo. Il dato agghiacciante per la sinistra è che mentre fino ad ora perdeva la sinistra che voleva rimanere dura e pura in Europa, come per i socialisti francesi, adesso in Germania accade anche alla sinistra di governo. Che dire? Sono auspici molto negativi.

 

Gettando uno sguardo al centro-destra, lei non crede come sostengono alcuni giornali che alcune anime attualmente in fibrillazione possano guardare con estrema attenzione lo strappo di ieri di Rutelli e ipotizzare un governo di larghe intese per poi approdare a un’era post-berlusconiana?

 

Se ci fosse un trauma nella legislatura questo potrebbe accadere. Non sono ipotesi fantasiose, perché c’è chi ci pensa e lavora in questa direzione.
Detto questo non credo che sia molto probabile. L’unica ipotesi è quella di un trauma nella legislatura che potrebbe avvenire se ci fosse una sentenza che rimandasse il Presidente del Consiglio davanti al tribunale di Milano come imputato nel caso Mills. E’ uno scenario ardito a cui io non credo, ma potrebbe determinare quella condizione di cui ha parlato Casini: nuove alleanze per evitare le elezioni.
Comunque tutti i giochi si possono riaprire solo se Berlusconi è costretto a dimettersi, o se decide di puntare alle elezioni anticipate.

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COMMENTI
01/10/2009 - discriminante è la ANTROPOLOGIA sottesa (attilio sangiani)

Mi pare che si continui a ragionare sulla base di schemi astratti e superati. Il vero discrimine tra le posizioni in politica mi pare che sia la ANTROPOLOGIA sottesa ( Ruini ). Per la D.C.,ed oggi il PdL,come il Partito Popolare Europeo cui aderisce,è la antropologia personalista della tradizione cristiana ( es: J.Maritain ,Augusto Del Noce,Baget Bozzo,...). Anche se con smagliature teoriche e,a volte,incoerenze pratiche. Per lo schieramento opposto,detto "la sinistra" invece la antropologia sottesa è,in varie forme e sfumature,il NICHILISMO di F.W.NIETZSCHE,dopo la smentita storica del "socialismo scientifico". Solo in Italia c'è una minoranza di cattolici,quelli sedicenti "adulti" e "democratici",che non se ne sono ancora resi conto e si illudono di poter convivere con il laicismo nihilista dominante.Si pensi,ad esempio,i temi di bioetica,della famiglia e della natalità,della libertà di educazione ( emergenza educativa,...). Repubblica,Santoro,Di Pietro and & sono,per ora,i veri "oracoli" di questa sinistra niciana,della ideologia dell'autodeterminazione assoluta dell'individuo,cioè della liquefazione della società,della "morte del prossimo" dopo la Morte di Dio.