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LODO ALFANO/ I “giuristi - politici” della Corte Costituzionale

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A prescindere, però, dal giudizio sul merito della sentenza – che necessariamente deve essere rinviato alla lettura delle motivazioni –, la questione fondamentale è quella di comprendere se anche per la Corte Costituzionale debbano valere le stesse garanzie di imparzialità e indipendenza che valgono per tutti i magistrati. E a questo punto non può non porsi, seriamente e una volta per tutte, il problema di un ripensamento delle regole di nomina dei giudici costituzionali.

Ciò che è accaduto nella vicenda del Lodo Alfano rende ancora più evidente tale necessità.

Come ha giustamente notato Annibale Marini, presidente emerito della Corte Costituzionale, se soltanto due dei quindici giudici avessero votato in maniera diversa, il Lodo Alfano sarebbe stato dichiarato pienamente conforme alla Costituzione, con otto voti a favore e sette contrari. Tale circostanza dimostra, in primo luogo, quanto controversa sia la questione sotto il profilo giuridico (alla faccia dei detentori della verità assoluta in materia), ed in secondo luogo quanto, di fronte ad un simile risultato, sia assolutamente indispensabile la garanzia di imparzialità ed indipendenza anche di un solo voto.

È troppo chiedere che – attraverso una riforma della Costituzione - vengano adottati criteri tali da evitare, ad esempio, la nomina di ex ministri o ex estensori di programmi elettorali, come il rispettabilissimo Prof. Avv. Franco Gallo, a giudici costituzionali?

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COMMENTI
11/10/2009 - dov'è la notizia? (Andrea Gualandi)

Qualcuno bene informato sul "pollaio" di provenienza sapeva che il "Gallo" avrebbe fatto "quel canto", quello che non si sapeva ancora, e che mi pare la notizia, è cosa avrebbero fatto altri (uno è annoverato tra gli autori di questo sito, e mi pare l'unico della corte). Quest'ultimo ha dato ragione a Gallo, poi l'unica donna tra i garanti della costituzione, altro voto non prevedibile, dicono, ha chiuso la partita. Pare pure che, nominata da Ciampi, sia "vicina" al monsignor Ruini.