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Politica

LODO ALFANO/ Zanon: ecco perché la Corte ha detto no a quella legge

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Quando la sentenza sarà pubblicata, ripercorreremo i ragionamenti della Corte e valuteremo quanto saranno convincenti, e quanta novità vi sia (o meno) rispetto a precedenti non lontani. Ma è molto pericoloso il gioco al massacro che grida alla politicizzazione della Consulta, ciò che la renderebbe perciò stesso priva di legittimazione costituzionale al cospetto dei poteri che trovano fonte nella sovranità popolare. La Corte, accanto al Presidente della Repubblica, è organo di garanzia: essa non partecipa alle scelte politiche, ma ha cura che le legittime scelte politiche restino nell’alveo dei principi della Costituzione.

Per indicare ciò che ho in mente quando penso alla funzione dei giudici costituzionali, provo a farlo con un esempio concreto, riferito proprio al lodo Alfano.

M’immagino alcuni anziani giuristi, carichi di studi e di meritata fama, incerti rispetto alla decisione da prendere, proprio perché attenti a capire fino in fondo ciò che sia meglio per il Paese. Me li immagino, nella udienza ormai famosa, disposti ad ascoltare le ragioni a favore della temporanea sospensione dei processi, perfino per reati comuni, a favore delle alte cariche politico-istituzionali, e a farsene convincere: l’esigenza di stabilità politica, quella di garantire che essenziali funzioni istituzionali possano essere svolte in piena legittimazione morale e politica, quella di consentire un maggior equilibrio tra il potere politico e quello giudiziario. Ma me li immagino anche inquieti di fronte ad alcune affermazioni imprudenti degli avvocati, che ragionano perigliosamente di un presidente del Consiglio fortissimo, perché ormai “eletto direttamente”, o della legge “uguale nella sua formulazione ma diversa nella sua applicazione”. E alla fine me li immagino pensosi che no, troppi rischi a dar loro retta. Cosa è meglio per il Paese, per la Politica del Paese? Meglio una legge costituzionale, se la politica ci riesce, che un lodo giustificato così.

Non so se la mia fantasia colga nel segno, né so ovviamente dire, ora, se questa loro decisione avrà gli effetti sperati, o se invece le tensioni e il disordine che ne sono scaturite peggioreranno le cose. Ma era un modo per dire ai tanti urlatori di questi giorni: certo la Politica entra nelle stanze della Corte, solo che è di segno ben diverso rispetto a quella cui pensano loro.

 

 

 

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COMMENTI
19/10/2009 - La fattoria degli animali (Luigi Tomellini)

Si rideva, o sorrideva, o si era dispiaciuti quando nel libro "La fattoria degli animali" di Owens, si leggeva che il maiale Napoleone aveva fatto scrivere nella sala del consiglio che "La legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è un po' più uguale". Mi venne da ridere a leggere quanto riportato dalla stampa secondo cui i legali di Berlusconi (perchè è evidente che il lodo Alfano riguarda solo Berlusconi e non le quattro più alte cariche dello Stato!) hanno dichiarato che la legge è "uguale nella formulazione, ma diversa nella sua applicazione". Mi venne da ridere a pensare che il libro di Orwell era una critica al regime comunista di Stalin e che uno dei grandi temi della dialettica politica Berlusconiana riguarda proprio l'attacco frontale agli epigoni del comunismo che affossano la libertà alla quale, invece, ci pensa lui (ghe pensi mi!!!), magari facendo approvare delle leggi che, parafrasando lo scritto di Orwell, richiamano quelle di uno dei più nefasti regimi mai esistiti. La storia non insegna molto! Personalmente una legge come quella del Lodo Alfano non doveva mai essere fatta. L'azione della Consulta è coerente. Per il resto, ognuno è libero di pensarla come vuole. Saluti.

 
12/10/2009 - rozzezza delle polemiche (luigi de sena)

Siamo in un Paese particolarmente confuso ed incline alla polemica: le istituzioni quelle più alte hanno il compito o meglio il dovere di garantire all'Italia certezza del diritto serenità ed equilibrio ed a me sembra che il Presidente Napolitano sia l'unico ad esprimere con sincerità politica ed autore- volezza questa funzione. Nutro invece forti dubbi sulla sincerità ed autorevolezza della Consulta, non ha lavorato con coerenza, ha alimentato confusione nel Paese e lo ha ul- teriormente diviso. Questa legge ha una sua storia ed è inutile ripercorrerla, nasce con la sentenza del lodo schifani: o era rozza la prima decisione o è rozza quest'ultima, bando alle ipocrisie..... se il lodo Alfano fosse stato discusso a giugno sarebbe stato tranquillamente approvato, dopo la campagna d'estate con un premier indebolito e braccato dalla stampa è stato facile decidere non in punta di diritto ma con la logica delle rivincite da sala biliardo. Questa Corte pecca di prestigio, così come il Csm e gran parte della magistratura. Leggete l'ultimo libro di Zurlo sulle sentenze del csm, c'è da rabbrividire e vergognarsi di questo sistema giudicante. con i migliori saluti

 
12/10/2009 - art. Zanon (BRUNO LASI)

Dopo 60 anni dalla sua nascita, furibondi di cambiamenti, appellarsi all'art.3 in extremis non è stato un grande sforzo intellettuale, anche perchè potevano farlo al rinvio al Parlamento del primo testo Schifani. E' ragionevole o no pretendere che si aggiorni, dove serve, la Carta Costituzionale e nel frattempo si giudichino le leggi del Parlamento tenendo conto delle gravi situazioni che attraversa il Paese e dei mezzi che l'avversario di minoranza ha ora per bloccare, ricattare ed avvilire le Istituzioni? E del fatto che la sinistra ha letteralmente in mano organi importanti della Magistratura? Gli sfoghi di Berlusconi mi hanno fatto urlare di gioia e pensare che vado per gli ottanta...

 
12/10/2009 - lodo alfano artcolo Zanon (Paolo Cantoni)

non condivido l'articolo, potrò essere d'accordo solo quando anche magistrati, giudici ecc, risponderanno dei loro errori, come tutti i cittadini.Inoltre non è detto che essere anziani, esperti ecc, siano garanzie di obbiettività. con simpatia Paolo (anni 68)

 
12/10/2009 - LODO ALFANO/ Zanon (Vincenzo Tondi della Mura)

Forse occorrerebbe riflettere sull'opportunità della nuova prassi sviluppatasi nel difficile bipolarismo conflittuale in corso, per la quale singoli professionisti assommano in sé ruoli per tradizione e convenienza prima svolti da soggetti diversi: avvocati del premier, parlamentari (ed ispiratore incontrastato dei disegni di legge politicamente più rilevanti); difensori presso la Corte costituzionale dei medesimi testi legislativi disegnati e sostenuti. Mi chiedo: quale distacco, quale lucidità e credibilità possono offrire dette personalità su questioni il cui merito è in oggettiva coincidenza con i propri interessi professionali? E' una questione di cui occorrerà riflettere nel prossimo futuro...

 
12/10/2009 - Perché la Corte ha detto no al Lodo (Paolo Raffone)

Ringrazio anch'io per i toni pacati e sobri dell'articolista. Oggi si urla troppo. Ma dissento sul fatto che la Corte possa esprimere un parere al di sopra delle parti e quindi, si ritiene, per il meglio. La costituzione è nata da un parto politico. La Corte Costituzionale, la Presidenza della Repubblica - che dovrebbero essere organi super partes - in realtà sono rappresentati da uomini che hanno o svolto un ruolo politico attivo, oppure hanno sposato questa o quella inclinazione politica. Anche la persona più neutra - se ce ne fosse qualcuna - giudicherebbe in base ai propri valori maturati nel corso della propria esperienza. Io non credo alla neutralità. Posso credere alla buona fede. Una Corte Costituzionale dovrebbe decidere all'unanimità in modo che i vari membri, dalle inclinazioni politiche più diverse, siano costretti a giudicare in base a fattori obiettivi e non emotivi. Mi chiedo, da semplice cittadino: ma quei giudici costituzionali che hanno votato contro (mi sembra cinque) perché lo hanno fatto? quali le motivazioni che li hanno orientati diversamente? sono loro in cattiva fede, mente quelli che hanno votato a favore sono tutti in buona fede? e se la Corte si fosse espressa a favore del lodo? apriti cielo! Un bel pasticcio che ci ha regalato la politica o Politica. Eppure da semplice elettore mi da più fiducia il Cavaliere e più gli vanno contro più aumenta la mia simpatia per Silvio Berlusconi. E credo che come me ce ne sono tanti. Tutti ignoranti?

 
12/10/2009 - poco male, anzi bene. (Andrea Gualandi)

E' scomparso l'articolo, con il mio commento, che ieri, a firma della redazione, la buttava in politica (con la p minuscola) poco male se ora ne prende il posto questo più intelligente articolo. Saluti

 
12/10/2009 - Grazie (Umberta Mesina)

La ringrazio, mi piace il Suo modo di guardare la questione e scriverne.

 
12/10/2009 - commento all'articolo (Gian Pietro Venturi)

Non condivido il giudizio. Siamo in un momento particolare,molto delicato per il paese e viene richiesto da parte di tutte le istituzioni un dialogo e non uno scontro. Il paese funziona se tutte le istituzioni ragionano per il bene comune. Mi chiedo come mai il Capo dello Stato, il Governo, la Corte non è riuscita a trovare un equilibrio sul lodo. La gente comune si chiede chi non ha rispettato gli accordi e perchè?.

 
12/10/2009 - gli accordi con il Colle erano diversi (celestino ferraro)

GIUDICI A CONSESSO Possibile che per individuare l'incostituzionalità del "Lodo Alfano" (Art. 138), una corte di giuristi colendissimi abbia rimuginato 48 ore? E pleonasticamente hanno finanche scoperto l'Art. 3 ? Che hanno fatto nelle 47 ore precedenti il travagliatissimo giudizio? Scopone scientifico? Celestino Ferraro