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LODO ALFANO/ Zanon: ecco perché la Corte ha detto no a quella legge

Pura da posizioni critiche verso la sentenza, il costituzionalista Nicolò Zanon ammette che la degenerazione delle polemiche che hanno accompagnato la bocciatura del lodo Alfano deve indurre a riflettere, sia sulla “politicità” della Corte, sia sul perché della stessa sentenza di incostituzionalità

corte_costituzionaleR375_6ott09.jpg (Foto)

La rozzezza delle polemiche di questi giorni sulla sentenza costituzionale sul Lodo Alfano rischia di travolgere quel minimo di lessico istituzionale che dovrebbe accompagnare tutti i protagonisti del dibattito pubblico. All’esigenza di un ritorno alla serietà delle riflessioni non può sottrarsi nessuno, nemmeno quelli che – come il sottoscritto – sono fortissimanente critici rispetto all’esito della sentenza, al contesto incerto e disordinato che vi si è accompagnato, ai problemi che la pronuncia (peraltro ancora non nota nella sua motivazione) apre o lascia irrisolti.

Oggi si torna a biasimare la “politicità” della Corte, guardando alle biografie o alle appartenenze storiche dei suoi componenti, scomodando perfino gli organi che in anni passati ne hanno nominato alcuni componenti. Ma deve essere chiaro un aspetto: nelle ovattate stanze di Palazzo della consulta, la politica entra di certo, ma entra o dovrebbe entrare con la “P” maiuscola. Se nel nostro sconfortante panorama istituzionale c’è un organo la cui architettura complessiva di composizione risulta tuttora mirabile, questa è proprio la Corte costituzionale. In essa convergono e si armonizzano tre anime ben diverse, ma niente affatto incompatibili: quella “istituzionale”, impersonata dai cinque membri di nomina presidenziale, quella “giudiziaria”, coincidente con i cinque membri eletti dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative, e quella più schiettamente “politica”, che origina dal Parlamento, il quale elegge giuristi di fama con sensibilità politico-culturali facilmente identificabili.

Tre origini e tre sensibilità differenti, certo, che peraltro sono fonte di arricchimento reciproco e dovrebbero fondersi in unità dentro al Collegio. E solo chi è a caccia di improbabili scoop giornalistici può pensare che queste tre origini diverse marchino linee di confine invalicabili e non comunicanti. Per quanto se ne sa, nelle camere di consiglio le discussioni mostrano convergenze spesso inattese e le sensibilità distinte e le distanze ideologiche vengono superate in nome delle scelte più opportune, più giuste, o che tali vengono di volta in volta ritenute.

Le decisioni a maggioranza pongono un problema, certo. Ma a parte il fatto che il segreto della camera di consiglio rende i conteggi giornalistici alquanto aleatori (e inducono semmai a biasimare le indiscrezioni, tanto più se provenienti dall’interno), questo è essenzialmente un problema della Corte, che essa deve risolvere al suo interno.

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COMMENTI
19/10/2009 - La fattoria degli animali (Luigi Tomellini)

Si rideva, o sorrideva, o si era dispiaciuti quando nel libro "La fattoria degli animali" di Owens, si leggeva che il maiale Napoleone aveva fatto scrivere nella sala del consiglio che "La legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è un po' più uguale". Mi venne da ridere a leggere quanto riportato dalla stampa secondo cui i legali di Berlusconi (perchè è evidente che il lodo Alfano riguarda solo Berlusconi e non le quattro più alte cariche dello Stato!) hanno dichiarato che la legge è "uguale nella formulazione, ma diversa nella sua applicazione". Mi venne da ridere a pensare che il libro di Orwell era una critica al regime comunista di Stalin e che uno dei grandi temi della dialettica politica Berlusconiana riguarda proprio l'attacco frontale agli epigoni del comunismo che affossano la libertà alla quale, invece, ci pensa lui (ghe pensi mi!!!), magari facendo approvare delle leggi che, parafrasando lo scritto di Orwell, richiamano quelle di uno dei più nefasti regimi mai esistiti. La storia non insegna molto! Personalmente una legge come quella del Lodo Alfano non doveva mai essere fatta. L'azione della Consulta è coerente. Per il resto, ognuno è libero di pensarla come vuole. Saluti.

 
12/10/2009 - rozzezza delle polemiche (luigi de sena)

Siamo in un Paese particolarmente confuso ed incline alla polemica: le istituzioni quelle più alte hanno il compito o meglio il dovere di garantire all'Italia certezza del diritto serenità ed equilibrio ed a me sembra che il Presidente Napolitano sia l'unico ad esprimere con sincerità politica ed autore- volezza questa funzione. Nutro invece forti dubbi sulla sincerità ed autorevolezza della Consulta, non ha lavorato con coerenza, ha alimentato confusione nel Paese e lo ha ul- teriormente diviso. Questa legge ha una sua storia ed è inutile ripercorrerla, nasce con la sentenza del lodo schifani: o era rozza la prima decisione o è rozza quest'ultima, bando alle ipocrisie..... se il lodo Alfano fosse stato discusso a giugno sarebbe stato tranquillamente approvato, dopo la campagna d'estate con un premier indebolito e braccato dalla stampa è stato facile decidere non in punta di diritto ma con la logica delle rivincite da sala biliardo. Questa Corte pecca di prestigio, così come il Csm e gran parte della magistratura. Leggete l'ultimo libro di Zurlo sulle sentenze del csm, c'è da rabbrividire e vergognarsi di questo sistema giudicante. con i migliori saluti

 
12/10/2009 - art. Zanon (BRUNO LASI)

Dopo 60 anni dalla sua nascita, furibondi di cambiamenti, appellarsi all'art.3 in extremis non è stato un grande sforzo intellettuale, anche perchè potevano farlo al rinvio al Parlamento del primo testo Schifani. E' ragionevole o no pretendere che si aggiorni, dove serve, la Carta Costituzionale e nel frattempo si giudichino le leggi del Parlamento tenendo conto delle gravi situazioni che attraversa il Paese e dei mezzi che l'avversario di minoranza ha ora per bloccare, ricattare ed avvilire le Istituzioni? E del fatto che la sinistra ha letteralmente in mano organi importanti della Magistratura? Gli sfoghi di Berlusconi mi hanno fatto urlare di gioia e pensare che vado per gli ottanta...

 
12/10/2009 - lodo alfano artcolo Zanon (Paolo Cantoni)

non condivido l'articolo, potrò essere d'accordo solo quando anche magistrati, giudici ecc, risponderanno dei loro errori, come tutti i cittadini.Inoltre non è detto che essere anziani, esperti ecc, siano garanzie di obbiettività. con simpatia Paolo (anni 68)

 
12/10/2009 - LODO ALFANO/ Zanon (Vincenzo Tondi della Mura)

Forse occorrerebbe riflettere sull'opportunità della nuova prassi sviluppatasi nel difficile bipolarismo conflittuale in corso, per la quale singoli professionisti assommano in sé ruoli per tradizione e convenienza prima svolti da soggetti diversi: avvocati del premier, parlamentari (ed ispiratore incontrastato dei disegni di legge politicamente più rilevanti); difensori presso la Corte costituzionale dei medesimi testi legislativi disegnati e sostenuti. Mi chiedo: quale distacco, quale lucidità e credibilità possono offrire dette personalità su questioni il cui merito è in oggettiva coincidenza con i propri interessi professionali? E' una questione di cui occorrerà riflettere nel prossimo futuro...

 
12/10/2009 - Perché la Corte ha detto no al Lodo (Paolo Raffone)

Ringrazio anch'io per i toni pacati e sobri dell'articolista. Oggi si urla troppo. Ma dissento sul fatto che la Corte possa esprimere un parere al di sopra delle parti e quindi, si ritiene, per il meglio. La costituzione è nata da un parto politico. La Corte Costituzionale, la Presidenza della Repubblica - che dovrebbero essere organi super partes - in realtà sono rappresentati da uomini che hanno o svolto un ruolo politico attivo, oppure hanno sposato questa o quella inclinazione politica. Anche la persona più neutra - se ce ne fosse qualcuna - giudicherebbe in base ai propri valori maturati nel corso della propria esperienza. Io non credo alla neutralità. Posso credere alla buona fede. Una Corte Costituzionale dovrebbe decidere all'unanimità in modo che i vari membri, dalle inclinazioni politiche più diverse, siano costretti a giudicare in base a fattori obiettivi e non emotivi. Mi chiedo, da semplice cittadino: ma quei giudici costituzionali che hanno votato contro (mi sembra cinque) perché lo hanno fatto? quali le motivazioni che li hanno orientati diversamente? sono loro in cattiva fede, mente quelli che hanno votato a favore sono tutti in buona fede? e se la Corte si fosse espressa a favore del lodo? apriti cielo! Un bel pasticcio che ci ha regalato la politica o Politica. Eppure da semplice elettore mi da più fiducia il Cavaliere e più gli vanno contro più aumenta la mia simpatia per Silvio Berlusconi. E credo che come me ce ne sono tanti. Tutti ignoranti?

 
12/10/2009 - poco male, anzi bene. (Andrea Gualandi)

E' scomparso l'articolo, con il mio commento, che ieri, a firma della redazione, la buttava in politica (con la p minuscola) poco male se ora ne prende il posto questo più intelligente articolo. Saluti

 
12/10/2009 - Grazie (Umberta Mesina)

La ringrazio, mi piace il Suo modo di guardare la questione e scriverne.

 
12/10/2009 - commento all'articolo (Gian Pietro Venturi)

Non condivido il giudizio. Siamo in un momento particolare,molto delicato per il paese e viene richiesto da parte di tutte le istituzioni un dialogo e non uno scontro. Il paese funziona se tutte le istituzioni ragionano per il bene comune. Mi chiedo come mai il Capo dello Stato, il Governo, la Corte non è riuscita a trovare un equilibrio sul lodo. La gente comune si chiede chi non ha rispettato gli accordi e perchè?.

 
12/10/2009 - gli accordi con il Colle erano diversi (celestino ferraro)

GIUDICI A CONSESSO Possibile che per individuare l'incostituzionalità del "Lodo Alfano" (Art. 138), una corte di giuristi colendissimi abbia rimuginato 48 ore? E pleonasticamente hanno finanche scoperto l'Art. 3 ? Che hanno fatto nelle 47 ore precedenti il travagliatissimo giudizio? Scopone scientifico? Celestino Ferraro