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SCENARIO/ 1. Bersani: la mia alternativa a Berlusconi e all’anti-berlusconismo

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Il mio modo di essere antiberlusconiano è costruire l’alternativa. Il fatto è che non c’è in gioco una persona, ma un sistema. Stiamo assistendo alla distorsione del nostro sistema parlamentare, non, come si dice, in chiave presidenziale, ma in chiave “padronale”. In questo modo ci allontaniamo da ogni altra democrazia matura.
Ecco perché ritengo indispensabile una nuova legge elettorale, in un contesto non plebiscitario, che non consenta più ai partiti di nominare i parlamentari. Il cittadino deve poter guardare in faccia il parlamentare che risponde al suo territorio.

Il sistema che ha in mente che modello segue?


Penso a un sistema parlamentare avanzato che superi il bicameralismo. Abbiamo bisogno di ridurre il numero dei parlamentari, di creare un bilanciamento tra il rafforzamento dei poteri del governo e dei poteri di controllo del Parlamento. Un sistema che garantisca la stabilità della maggioranza. Dobbiamo rimanere ancorati all’intima natura della democrazia europea e occidentale. Aggiungo anche che la questione democratica e quella sociale devono poi rimanere legate.

Cosa intende?

Dico che, se si presta attenzione, si vede che la deformazione di cui parlavo prima non ha portato nulla nelle tasche degli italiani. La crisi e la questione sociale rimangono aperte.

Lei si immagina un Pd capace di riconquistare sia le classi sociali che storicamente hanno guardato a sinistra, sia il popolo della piccola impresa, soprattutto del Nord?

Certo. Con il mondo della piccola impresa e con il popolo delle partite iva abbiamo un problema aperto, bisogna ricostruire un rapporto. Occorre un patto economico, fiscale e civico, una riformulazione della fiscalità, la semplificazione della burocrazia, che questo governo ha sempre promesso e non ha mai mantenuto. Dobbiamo ridare un po’ di ossigeno a questa economia.

Quali sono le proposte concrete in questa direzione?

Penso a un grande piano di piccole opere. Parlo di migliaia di microinterventi per dare respiro alla piccola impresa nella dimensione territoriale. Mi sembra più utile del famoso Piano delle grandi opere, che non arrivano mai.

A livello di impostazione interna del partito quali sono le differenze principali tra la sua proposta e quella di Franceschini?


Io sottolineo maggiormente l’esigenza di un partito popolare, moderno e radicato nel territorio, nel quale seleziona le classi dirigenti. Un partito che, come dicevo, si rivolga ai ceti popolari, al lavoro, alle piccole imprese, alle famiglie e alle nuove generazioni. Nella mia formulazione c’è l’idea di un profilo di cultura politica che ho definito: sociale, civico e liberale. Questa è la mia visione. Andare a vedere cosa dicono gli altri è un po’ difficile.

E sul piano delle alleanze?

Ho in mente una proposta larga. Noi ci rivolgiamo a tutte le forze di opposizione, non vogliamo fare da soli, non ci immaginiamo da soli e siamo pronti a discutere un percorso e un quadro di alleanze a cominciare dalle regionali. Come ho detto dobbiamo riaprire i cantieri dell’Ulivo e ricostruire un rapporto con la componente ambientalista e con quella sinistra che programmaticamente può dialogare con noi.

Un Pd che guardi sia al centro che a sinistra?


La politica è un fatto gravitazionale. Il partito deve rivolgersi a tutto l’arco del centrosinistra con un suo progetto che tenga insieme un’idea di Paese. Non è un lenzuolo che tiri un po’ di qua e un po’ di là. Un’idea che amalgami elementi di moderazione e rassicurazione a elementi di cambiamento e di radicalità.
Abbiamo perso milioni di voti per disattenzione a favore di altre forze del centrosinistra. Dobbiamo ribadire la nostra presenza, il nostro profilo e recuperare. Se mostreremo disponibilità e generosità nel creare un progetto alternativo gli elettori ci premieranno.

La recente polemica scoppiata per il Lodo Alfano ha riportato all’attualità il tema del rapporto tra politica e giustizia. Al di là del caso Berlusconi, secondo lei è un rapporto da riequilibrare? La politica ha bisogno di qualche forma di immunità per essere garantita?

Sono contrario a riprendere questi temi. È la politica che deve guadagnare credibilità attraverso la modernizzazione e le riforme che dicevo prima. La magistratura deve lavorare in autonomia e deve iniziare certamente a funzionare meglio, soprattutto nei riguardi del cittadino.

(Carlo Melato)

 

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COMMENTI
15/10/2009 - Antiberlusconismo (Emanuele Lanosa)

Bersani dice che il suo non è un antiberlusconismo ideologico ma concreto, che si basa sulla creazione di un alternativa al PDL. Purtroppo questa affermazione è smentita nei fatti: la ri-costruzione dell'Ulivo riporta immediatamente in auge l'antiberlusconismo più becero, in quanto è l'unica idea comune che possa sostenere un'intesa fra tutti i partiti dell'attuale opposizione.

 
13/10/2009 - Perchè non ricostituire il Glorioso PCI ? (Bruno Bartolomei)

Dibattono se il PD ha tradito l'anima e le tradizioni del popolo di sinistra,se sia indispensabile una nuova legge elettorale (visto che con l'attuale non si vince),se abbiamo perso la libertà di informazione(dimenticando quando i TG erano tre ed i riferimenti politici delle informazioni erano spartiti senza tanti complimenti tra DC,PSI,PCI),se vi sarà un futuro per un'Italia dove non vi è più democrazia essendo governata da un personaggio inaccettabile come Berlusconi (trascurando il piccolo particolare che è stata la maggioranza degli italiani ad eleggerlo in regolarissime elezioni),se è giusto recuperare i pezzi,che pur hanno valori e ragioni da vendere,di quelle frange della sinistra che sono disperse(cioè quelle legate al mondo degli slogan a senso unico che gli italiani hanno ormai dimostrato di detestare nella forma e nei contenuti),se non sia vergognoso che un Brunetta qualsiasi inventi di punto in bianco il controllo e la meritocrazia nel mondo dei dipendenti pubblici(dimenticando chè è grazie alle protezioni della CGIL se questi signori potevano fare ciò che gli pareva sul posto di lavoro in barba agli onesti e corretti colleghi). Ma allora perchè non ricostituiscono il glorioso PCI che non hanno mai pubblicamente rinnegato nè per valori nè per stile, arruolando ovunque sia possibile anche nuovi adepti. Sarà facile riconoscerli perchè nel loro DNA hanno il patrimonio cromosomico politico che subito li distingue. Così risolveranno il problema della loro identità.

 
13/10/2009 - Concretezza dell'antiberlusconismo di Bersani (Giorgio Antonaci)

"Il mio modo di essere antiberlusconiano è costruire l’alternativa. Il fatto è che non c’è in gioco una persona, ma un sistema. Stiamo assistendo alla distorsione del nostro sistema parlamentare, non, come si dice, in chiave presidenziale, ma in chiave “padronale”. In questo modo ci allontaniamo da ogni altra democrazia matura." Si tratta di affermazione che minaccia di restare principio astratto: questo sistema è fatto di poli e quello di controparte è "padronale". Questa è la distorsione del sistema. Prego il prossimo segretario del partito alla sx del centro, chiunque sia, di promuovere una legge che ponga assoluto il divieto di parlare, bene o male, degli avversari politici: con l'istituzione di apposito garante dotato di facoltà impositiva, sì da emettere pesantissime cartelle esattoriali a carico dei contravventori. Vogliamo programmi realistici, realizzabili e realizzati, non insulti. Giorgio Antonaci.