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Politica

SCENARIO/ 2. Berlusconi all'angolo ritenta la svolta del predellino

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Da settimane, infatti, i sospetti all’interno del centrodestra si addensano su tre personaggi in particolare: il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Fini si è tirato fuori quando ha assicurato pubblicamente che l'alleanza non è in discussione.

Ma da qui alle regionali del 2010 può succedere di tutto, anche alla luce del gelo tra Quirinale e Palazzo Chigi dopo la sentenza della Consulta. Senza dimenticare, infine, che un Pd guidato da Bersani con l’appoggio di D’Alema può costituire insieme con l’Udc di Casini un serbatoio potenziale cui un premier diverso da Berlusconi potrebbe attingere i voti necessari per evitare le elezioni anticipate.

A favore. Dal 1994 a oggi, il Cavaliere ha vinto tre elezioni politiche, intervallate da due sconfitte. Una sequenza impressionante. I suoi amici raccontano che quando si trova sotto pressione, ritrova la carica e dà il meglio di sé con colpi di autentico genio. L’invenzione del Pdl ne è un esempio.

Adesso, a 73 anni, potrebbe finalmente trovare la forza per portare a termine quanto annunciato sulle riforme istituzionali. Non solo: la demonizzazione degli avversari potrebbe continuare a non intaccare il suo consenso. Anzi. E se dovesse arrivare alle regionali del prossimo anno, un probabile successo elettorale gli garantirebbe un po’ di tranquillità.

Quello che è certo è che mai come stavolta è da solo contro tutti. Non a caso, va ripetendo da giorni che quella in atto è una vera guerra. Il capitolo finale della Seconda repubblica. A prescindere dall’esito. Perché il bipolarismo senza il Cavaliere sarà sicuramente diverso. Sempre che resista, il bipolarismo.

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