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SCENARIO/ 2. Berlusconi all'angolo ritenta la svolta del predellino

Pubblicazione:martedì 13 ottobre 2009

berlusconipredellino_R375.jpg (Foto)

Silvio Berlusconi prova a tirarsi fuori dall’angolo rilanciando sulla grande riforma istituzionale, dal presidenzialismo alla separazione delle carriere dei magistrati.
Non è la prima volta in quindici anni. Anzi, come ha detto recentemente il sociologo cattolico Giuseppe De Rita sono tre lustri che «mastichiamo le stesse cose». E siamo tutti più stanchi e vecchi.

In ogni caso, tattico o strategico che sia, il ritrovato attivismo riformista può costituire un nuovo predellino per il premier, dopo quello storico da cui, a Milano in piazza San Babila, lanciò il nuovo partito del Pdl. È destinato al successo o al fallimento, allora, il tentativo di ritornare ai contenuti dopo mesi di fuoco in cui l’agenda politica è stata dettata dall’eterna demonizzazione del Cavaliere? Proviamo a considerare gli elementi contrari al presidente del Consiglio e quelli a favore.

Contro. Senza alcun dubbio, gli scandali sessuali cominciati con il Noemigate e proseguiti con le rivelazioni di Patrizia D’Addario, la quarantenne escort barese, hanno fatto compiere un salto di qualità alla lotta finale contro il berlusconismo. L’effetto trionfale G8 dell’Aquila, nel luglio scorso, è svanito nel corso di pochi giorni e subito dopo è ripreso lo stillicidio degli scoop giornalistici. In tutto, una campagna durata sinora cinque mesi, da aprile a oggi, e che è culminata simbolicamente con la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale.

Tutto questo rende più debole la posizione del premier e favorisce gli scenari alternativi di chi ormai pensa, a destra come a sinistra, che solo uscendo dal berlusconismo si possa dare un po’ di pace a questo Paese.
È questo il ragionamento che muoverebbe una parte delle élite italiane, oggetto di recenti e feroci attacchi dei falchi del Pdl, e che coinvolgerebbe persino esponenti della maggioranza.

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