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REGIONALI/ Pdl, Lega e Fini: a che punto è la bagarre sulle candidature?

BerlusconiBossi_R375.jpg (Foto)

 

 

Anche questa è una mossa da pretattica, da problem solving a parole, delegandolo cioè ai due arbitri. Chi decide, alla fine, non sono due, ma uno soltanto, Berlusconi ,senza il quale né Fini né Bossi né Maroni né altri, magari dentro lo stesso Pdl, possono fare alcunché. E tuttavia... Tuttavia anche il Cavaliere sa perfettamente che, da che mondo è mondo vige la ferrea, spietata legge del più forte, ovverosia dei numeri. Non tanto quelli dei sondaggi, ma quelli dei risultati dentro le urne. Se la Lega avanzerà di molto al Nord con un Pdl in affanno,sarà difficile negarle il cosiddetto "bottino della vittoria", in parole brutali: lo scalpo di Galan, giacché la testa del Celeste non parrebbe in discussione, a meno di catastrofi del Pdl in Lombardia, allo stato del tutto irreali (Formigoni è oggettivamente il miglior fico del bigoncio).

Ma siamo poi così certi che la Lega voglia, fortissimamente voglia, quello scalpo? In altri termini: il Senatur è disposto a battersi fino all'ultimo per ottenere una presidenza veneta anche a costo di correre da soli, e al grido di "vinca il migliore"? una strada, questa, perigliosa assai, soprattutto per il Senatur. E allora? Allora si fa pretattica, si fa melina.

 

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