BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

REGIONALI/ Pdl, Lega e Fini: a che punto è la bagarre sulle candidature?

Pubblicazione:venerdì 2 ottobre 2009

BerlusconiBossi_R375.jpg (Foto)

Sembrano le manovre degli allenatori d'antan (ma forse anche di adesso) con la leggendaria pretattica prima delle partite più impegnative. Le ipotesi di candidature presidenzial-regionali che stanno venendo avanti nel Pdl, spinte dalle esigenze spesso antagoniste dentro un'alleanza complicata come quella con la Lega, hanno in comune con le tecniche calcistiche l'estrema vaghezza dei contenuti sommata a un'interessata reticenza sui reali propositi.

Del resto, si fa presto a dire, quando manca quasi un anno alle elezioni "questa regione va a Bossi e queste altre stanno col Pdl". Si fa presto a dirlo e a contraddirlo, a seconda delle convenienze immediate, dei giochi politici sul tappeto e delle contrapposizioni da comporre. Per esempio fra Bossi e Fini, divisi su tutto o quasi.

E allora, che significano questi stop finiani alle pretese della Lega sul Veneto e la Lombardia o su entrambe? Intanto, l'avere posto una sorta di aut aut al Cavaliere serve a Fini per bloccare l'asse privilegiato fra il Senatur e il Premier con l'obiettivo di ottenere quel famoso "caminetto" intorno al quale decidere fra alleati con pari dignità. È la famosa "sindrome della collegialità"  che nella Prima Repubblica contagiava, di volta in volta, Spadolini e De Mita, Nicolazzi e Altissimo, e oggi, cioè la settimana scorsa, ha costretto Berlusconi a promettere un "caminettino" al Presidente della Camera durante la cena chez Letta (Gianni). Ma poi salta su un Maroni che dice: "Tutto è nelle mani di Sivio e di Umberto, loro due sbroglieranno i problemi prossimi venturi".

 

CONTINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO, CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO


  PAG. SUCC. >