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SCENARIO/ Belpietro (Libero): la prova delle riforme ci dirà chi è il vero Berlusconi

Pubblicazione:giovedì 22 ottobre 2009

berlusconi_mitra_R375.jpg (Foto)

 

 

Tra Berlusconi e Fini rimane una certa diffidenza. Non ne farei però un dramma, esistono ambizioni e aspettative diverse, ed è quindi difficile che vadano d’accordo su tutto.
Sul tema della leadership non mi sembrano possibili ipotesi diverse da quella attuale, anche perché dovrebbero essere confortate dai risultati elettorali. Le partite devono essere giocate in campo aperto: tanti voti, tanta autonomia politica, non esistono altre soluzioni.
La squadra di governo nel complesso comunque mi sembra compatta. Bisogna puntare con determinazione alle riforme, redistribuire le risorse e rilanciare l’economia.

Abbastanza compatta da portare a termine anche la riforma della giustizia? Cosa pensa degli inviti di Fini a cercare una condivisione con le forze di opposizione su una materia così delicata?

Il mito della condivisione mi sembra smentito dalla storia. Le riforme condivise che si sono inseguite negli ultimi anni, da destra e da sinistra, non hanno mai portato a niente di nuovo. I peggiori esempi li abbiamo avuti con le bicamerali. Le poche volte che si è raggiunta un’intesa si sono prodotti dei pateracchi inutili o degli inciuci.
La riforma della giustizia è una sfida difficile, che però bisogna provare a realizzare. Se ne discute da quando esiste la Repubblica ed è sempre difficile trovare un’intesa con i magistrati. Si sono opposti a tutte le riforme dal 1948 ad oggi, cercando sempre di tutelare tutte le loro prerogative.

Da cosa partirebbe?

Partirei dalla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, smantellando un sistema di lottizzazione delle correnti che oggi garantisce ai magistrati di scegliersi tutto, dall’organizzazione al capo. Un sistema di lottizzazione che in altri campi darebbe scandalo. È come se gli infermieri nominassero quelli che poi devono decidere se diventeranno medici. I pm infatti si fanno giudicare dagli stessi che hanno nominato.

Una riforma da fare a maggioranza?

Se il centrosinistra si mostrerà disponibile a lavorare assieme al centrodestra bene, altrimenti la maggioranza faccia le riforme che ha promesso agli elettori. Non si può tradire la speranza che gli italiani hanno riposto in questa coalizione.

Un appuntamento importante per il centrodestra è rappresentato dalle Regionali. Che accordi prenderà Berlusconi con gli alleati secondo lei?


Per quanto riguarda le candidature che riguardano esponenti della vecchia Alleanza Nazionale un accordo sarà abbastanza facile da raggiungere.
Sul fronte della Lega è un pochino più complesso: c'è l'aspettativa legittima del partito di Bossi di voler governare un’area importante del Paese. Certo che affidare un potere così forte alla Lega può essere un precedente pericoloso che rischierebbe di diventare un contraltare alla leadership nazionale.
Non dimentichiamoci poi che, a parte le esperienze nei ministeri, l’ultima esperienza leghista di rilievo è stata la guida del Comune di Milano con Formentini, e non è stata una delle più felici.

Uscendo dall’orizzonte del centrodestra, cosa pensa dell’attuale contesto politico, dominato soprattutto dai veleni e dalle inchieste giornalistiche?

Non penso che il dibattito e il giornalismo si stiano imbarbarendo. Vedo piuttosto che i giornali hanno rotto una serie di argini del conformismo (e questo accade dal '92). Ognuno oggi fa quello che ritiene giusto con grande indipendenza. A chi mi dice che c’è meno indipendenza dico di sfogliarsi i giornali del passato. Non si può non notare la differenza nel linguaggio, nello stile e nella libertà di giudizio.
Facendo un altro confronto con il passato non posso non citare l’Espresso che negli anni Settanta mise in copertina il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, nei panni di un clown. All’interno poi Camilla Cederna, icona del giornalismo di sinistra, scrisse una serie di amenità sulla sua vita privata e la sua famiglia.
Non venne accusata di vilipendio. a differenza di quanto mi è appena successo per aver documentato che il presidente Napolitano non è tornato in tempo per ricevere i morti di Kabul.
Direi che a proposito di imbarbarimento ho molto da dire.

Come procede la querela a suo carico?


Non ne so nulla, quando sarò chiamato risponderò dimostrando quello che è avvenuto, così vedremo chi ha voluto vilipendere un’istituzione e chi ha invece esercitato un legittimo e costituzionalmente difeso diritto di critica.



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