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IL CASO/ Fare figli e accudire anziani in Lombardia conviene

Pubblicazione:mercoledì 28 ottobre 2009

famiglia_bambina_paffutaR375.jpg (Foto)

Se così fosse potremmo scoprire ad esempio che in molti casi la scelta di mettere un anziano in una RSA (le vecchie case di riposo) è un ripiego dettato da esigenze economiche, perché tenere l’anziano in casa, con una o più badanti a disposizione oltre alle spese di vitto e alloggio, costerebbe molto di più. E che basterebbe un sostegno economico, anche più contenuto di quel che mediamente una Regione spende per cofinanziare un posto letto, per lasciare l’anziano in casa sua fin quando possibile.

 

E ancora. Perché finanziare soltanto i servizi per le madri lavoratrici e non ipotizzare forme innovative di sostegno alla genitorialità che ribaltino la corrente logica della conciliazione rendendola funzionale non solo alle necessità del mercato del lavoro ma anche a quelle delle famiglie? Oggi ad esempio per molte famiglie a basso reddito l’astensione facoltativa dal lavoro a seguito di una maternità nel periodo compreso tra i 4 e i 12 mesi di vita del bambino è del tutto illusorio, stante la significativa decurtazione di stipendio che ne risulta (70% in meno).

 

A queste famiglie è dunque sostanzialmente negata una possibilità di scelta tra due diritti concomitanti: quello al lavoro e quello all’accudimento del proprio figlio. Se queste famiglie fossero trattate come “unità di offerta”, in molti casi si potrebbero sperimentare forme di sostegno almeno parziale al reddito, affermando il principio della scelta come strumento per affermare la centralità della famiglia.

 

Sono solo alcuni esempi, sufficienti per prefigurare un nuovo paradigma per le politiche famigliari. Mostrano infatti uno spazio di sussidiarietà tutto da esplorare, che scommette tutto su una famiglia capace non solo di scegliere a chi affidare i bambini e gli anziani, ma anche di continuare ad essere “fornitrice” in proprio di servizi di pubblica utilità anche là dove la situazione reddituale non lo permetterebbe.



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