BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TEMPI/ Giannino: ecco il vero test che rischia già di piegare Bersani

Pubblicazione:giovedì 29 ottobre 2009

Bersani_TronfioR375.jpg (Foto)

Personalmente, ho sempre pensato che il bipolarismo all’italiana - fatto cioè introducendo solo un nome di candidato premier sulla scheda elettorale, ma senza cambiare la Costituzione con una più coerente forma di governo e forma di Stato - sia un pasticcio inevitabilmente destinato a non reggere. A maggior ragione con la vigente legge elettorale, che porta in Parlamento camerieri scelti dai segretari di partito.


Ma detto questo continuo invece a credere che il bipolarismo serva all’Italia: perché “forza” un chiaro mandato a governare che da sempre all’Italia fa difetto, vista la prevalente funzione d’interdizione invece che realizzativa rappresentata dai partiti minori nel nostro paese.
Sta a Bersani, ora, far capire concretamente se ci riproporrà una riedizione dell’Ulivo prodiano da Rifondazione a Casini, e se dunque la vocazione maggioritaria veltroniana è davvero morta una volta per tutte. O se, invece, ha vinto impugnando l’identità socialdemocratica per far appello alle residue forze ex Ds dall’identità più forte di quelle ex margheritiche, ma riservandosi comunque una musica totalmente diversa per l’avvenire dalla riproposizione di ciò che già non ha funzionato, sotto Prodi.

 

Non si capirà certo da qui alle regionali. Nei pochi mesi di qui a marzo, a Bersani tocca solo prepararsi al meglio a reggere botta. Contati quei voti, si inizierà a vedere se sotto la maschera da provinciale piacentino batte l’ambizione di un Blair all’italiana capace di scatenare i Chiamparino e i Cacciari, piuttosto che quella di uno simpatico ma stanco custode di museo, come sono diventati molti leader socialisti nell’Europa odierna.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
30/10/2009 - potrà mai? (Fabrizio Terruzzi)

Sono d’accordo. Sembrerebbe che l’apparato legato all’ex PCI si sia ripreso il controllo del partito. Comunque più che al vertice io guarderei alla base, piuttosto spompata e disorientata ma che in sostanza è rimasta sempre la stessa: antimperialista, sindacalizzata e tendenzialmente ‘piazzaiuola’. Per abitudine essa rimarrà sempre attaccata al Partito, ma è tale da impedirgli di esprimere una vera forza di attrazione verso il centro. Personalmente conosco qualche “compagno”, brave persone per carità, ma con cui non mi ci vedo in uno stesso partito. Premessa per dire che al compagno Bersani va l’ingrato compito di cambiare anima e mente sia al suo elettorato che all’apparato, infondendogli nuovi valori e progetti,. Un’anima che si avvicini al comune sentire che vorrebbe un’Italia più armoniosa, più moderna e una classe politica più capace di dialogare, meno propensa all’insulto reciproco, più attenta alle cose concrete, al bene dell’Italia e meno a quello del Partito. Impresa titanica. Potrà mai in un partito diviso, in cui il potere è sostenuto da volubili equilibri? Veltroni ci aveva rinunciato dopo neppure un mese adeguandosi agli umori della base, con tanti saluti e baci ai progetti più ambiziosi. Nonostante tutto il Partito potrebbe anche vincere in futuro le elezioni, per demerito della classe al potere però anziché per merito proprio, ma non ci fornirebbe, e qui sta il punto, un mondo migliore. Fabrizio

 
29/10/2009 - Purtroppo... (Francesco Giuseppe Pianori)

Purtroppo, caro Giannino, penso sia proprio quest'ultima ipotesi: la riproposizione stanca di un leader socialista. Vorrei credere diversamente; ma per uno "sponsorizzato" da D'Alema non vedo alternative di sorta. E pensare che da Piacenza si vede bene che cosa sia la Lombardia... Il fascino del rigore e dell'immobilismo bolognese è ancora forte e i giochetti di potere interni al PD (specie quello emiliano-romagnolo) stanno a testimoniarlo ampiamente. Mi ripeto sempre: bisogna vivere nella Regione dove abito e nella città in cui vivo (Rimini) per rendersi facilmente conto di questa mia "profezia". Il PD serve solo a gestire gli affari dello stesso, servendosi delle risorse pubbliche (di tutti) a fini particolari (del Partito stesso). Non mi stupirei se fossero stati riaperti e ben funzionanti i canali privilegiati con la Russia di Putin...(leggi Aeroporto Internazionale di Rimini e relativa Mafia Russa presente da tempo sul nostro territorio). Per non trascurare i compagni di San Marino, che governano la Cassa di Risparmio locale.