BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ 1. Sapelli: o Berlusconi o il caos. È in gioco la tenuta morale del paese

berlusconi_sudoreR375.jpg(Foto)

 

 

Un momento. L’establishment è un gruppo di persone che ritengono, e spesso lo sono anche di fatto, di essere quelli che meglio interpretano il bene comune della loro nazione piuttosto che l’interesse particolare. C’è un establishment nel mondo anglosassone, francese e tedesco, ma in Italia no. Da noi non c’è nessun gruppo né economico, né intellettuale né politico che voglia rappresentare gli interessi nazionali. L’Italia non ce la spiega Machiavelli ma Guicciardini: è il culto del “particulare” che presiede alla lotta delle parti. Proprio perché in Italia non c’è un establishment, si scatena la lotta contro Berlusconi.

 

Rimane comunque un aspro scontro politico centrato sulla figura di Berlusconi. Come lo spiega?

 

Perché Berlusconi è l’alieno. Era estraneo ai gruppi di potere che governavano l’Italia quando andò al potere nel ’94 e lo è anche adesso. Ma non è al potere perché è ricco. Berlusconi non è un super ricco come comunemente si crede: è un medio ricco ma con uno sconfinato ego. Ci sono in Italia persone molto più ricche e molto più potenti di Berlusconi, ma non appaiono. Berlusconi ha saputo interpretare e rappresentare il paese. Nel ’94 Gianni Agnelli all’assemblea degli industriali candidò Spadolini alla presidenza del Senato, ma fu sepolto da bordate di fischi. All’uomo più potente d’Italia non era mai successo, qualcosa era cambiato. Lì si capì che i grandi gruppi egemonici che governavano il paese non ne avevano più il controllo. Berlusconi vinse quelle elezioni proprio perché era un outsider.

 

Ma allora se non c’è un establishment nel senso classico del termine, oggi in Italia che cosa c’è?

 

Da un lato c’è un potere allo stato gassoso, informe, policentrico. Tanti soggetti che lottano uno contro l’altro, non si mettono d’accordo e si azzerano a vicenda. Dall’altro ci sono le banche, che attualmente sono il vero potere di questo paese.

 

Non la stampa?

 

Ma no, i giornali chi li legge? La stampa è nei casi migliori un contro-potere, e in quelli peggiori un amplificatore della politica come spazzatura.

 

Oggi siamo all’atto finale del “referendum” pro o contro Berlusconi che ha segnato e segna la vita politica?

 

Non possiamo dirlo. Berlusconi è un innovatore, per primo in Italia ha creato un partito di centro che guarda a destra. Ma rimane un alieno: innanzitutto un alieno rispetto allo stato di diritto, perché continua ad essere a tutt’oggi in conflitto di interessi. Non ho mai avuto un’eccessiva simpatia per l’avvocato Agnelli, ma un Agnelli e un Pirelli hanno sempre avuto il grande merito di non mettersi in politica. Gli imprenditori possono orientarla, certo, fare lobby, ma non mettersi direttamente in politica.

 

D’accordo. Ma Berlusconi ha avuto i voti della maggioranza del paese.  

 

Non c’è dubbio. E le realizzazioni del suo governo rispetto all’ultimo governo Prodi sono sicuramente migliori. Non vorrei essere frainteso: da quando Michael Bloomberg è diventato sindaco di New York, tutto ha funzionato meglio. Però a mio avviso è meglio che i grandi imprenditori non facciano politica. Avviene solo nei paesi sudamericani, che non hanno uno sviluppo istituzionale tra i migliori del mondo, mi pare; ma non in Europa. Nel concetto liberale classico la divisione dei poteri non divide solo quello legislativo dal giudiziario e dall’esecutivo, ma anche quello politico dalla ricchezza.

 

Se no il pluralismo corre dei rischi?

 

Sì, anche se per il nostro povero paese è vero solo in teoria. Dopo la sentenza della Procura di Milano su lodo Mondadori, sfido chiunque a dire che in Italia il pluralismo è a rischio e che c’è una dittatura.

 

Nel nostro paese, qualunque sarà la decisione della Consulta, ci vuole un lodo Alfano o no?

 

CONTINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO, CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
09/10/2009 - LAMENTELA (GIOSAFATTE BELLINO)

NON MI INTENDO DI POLITICA, ma voglio dire BASTA lasciate che il GOVERNO attuale faccia il suo e' non mi sembra che lo stia facendo male, anzi lo fa meglio di quelli < PRECEDENTI >, E NON SIATE -- GELOSI -- perche' e' solo la POLTRONA che altri " MINISTRI " CERCANO,ma come governanti non ne sareste certo capaci di quello che c'e' ora. BASTA FINITELA....e una vergogna. BELLINO G. _______________