BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 1. Sapelli: o Berlusconi o il caos. È in gioco la tenuta morale del paese

Pubblicazione:mercoledì 7 ottobre 2009

berlusconi_sudoreR375.jpg (Foto)

 

 

Non credo. Sarebbe un espediente per ovviare all’esasperato tasso di conflittualità. La politica ora è ridotta ad un safari in cui si spara, dentro e fuori il paese, su Berlusconi. Non si spara su De Benedetti, non lo si è fatto su Cecchi Gori, non lo si è fatto con Romano Prodi, anche se Prometeia e Nomisma erano attività economiche di altissimo profitto. È questa l’anomalia. Una vera maturazione del paese richiede di superare e risolvere le ragioni dello scontro.

 

Esiste attualmente un’alternativa politica reale a Berlusconi?

 

Se Berlusconi cadesse per una crisi extraparlamentare il paese entrerebbe in uno stato confusionale e “convulsionale” che potrebbe essergli fatale: per la sua economia e per la sua stessa stabilità morale. Con la vera crisi economica, cioè quella occupazionale, appena cominciata, con migliaia di aziende che a settembre non hanno riaperto, con il terrorismo internazionale alle porte e una decisione da prendere sull’Afghanistan, da dove andarsene sarebbe un grave errore? No, il paese entrerebbe in confusione e solo degli irresponsabili possono volerlo.

 

Meglio il voto a quel punto?

 

Meglio il voto, certamente. Con l’unica condizione che la campagna elettorale non fosse anch’essa un mattatoio. Questo andrebbe chiesto in primo luogo a Berlusconi, perché lui è il premier e chi è più in alto ha più responsabilità degli altri.

 

“Un esecutivo che guardi al bene dell’Italia, un governo del presidente, non politico ma istituzionale”, come ha detto Rutelli?

 

Non scherziamo per favore. Dov’è una figura al di sopra delle parti? Questo paese non ha più i Bucciarelli Ducci e i Merzagora, l’era dei grand commis di stato - quelli veri - è finita da tempo. Ogni governo di transizione sarebbe rischioso. Berlusconi, lodo Alfano legittimo o non legittimo, deve finire la legislatura. Questa è l’unica condizione per non precipitare il paese nel caos.

 

Se la maggioranza ha mostrato grande conflittualità al suo interno, l’opposizione non sta meglio. Cosa pensa della situazione in casa del Pd?

 

Il Pd è in stato confusionale. Un partito fatto di iscritti in cui a decidere in ultima istanza sono coloro che non sono iscritti, è una mostruosità. Dicono di rifarsi al modello americano, senza sapere che i partiti americani sono gruppi d’opinione e non hanno iscritti. Poi un partito in cui un candidato è eletto col 56 per cento, come nel caso di Bersani, di fatto è un partito spaccato. Il Pd mi sembra un caso lampante di diseducazione alla democrazia. I partiti o sono una comunità di destino politico o non sono niente.

 

Professore, mi è parso molto pessimista nel tono e negli argomenti. Nella confusione di oggi, comunque si evolverà lo scenario politico, un italiano chi o che cosa deve guardare per non restare in balia degli avvenimenti? Ci sono dei punti fermi?

 

Deve innanzitutto guardare la Chiesa. In queste circostanze avere una fede, e far valere la speranza che ogni fede autentica porta con sé, è decisivo. Oggi più che mai ci vuole fiducia nella provvidenza, quella di manzoniana memoria. Parlando di politica sembra un messaggio avulso dalla realtà, ma sono convinto del contrario. Chi è cattolico guardi la chiesa cattolica, se uno è musulmano vada nella sua moschea. È la religione il primo fattore che cambiando l’uomo, cambia anche il resto. Poi occorre guardare agli ambiti in cui la gente si impegna con più fervore e più generosità.

 

A cosa pensa in particolare?

 

Al mondo del non profit. Ha risorse umane straordinarie e spero sempre che queste persone, un giorno o l’altro, abbiano voglia di fare anche politica. Sono loro a poter insegnare agli altri cosa vuol dire costruire il bene comune. Poi, e non sembri un’altra follia, ho fiducia nei giovani. Li osservo, molti sono diversi. Sta crescendo una minoranza di giovani interessati, più colti, non fanatici, molto più ricchi di ideali di quelli di vent’anni fa. Ci sono più potenzialità nei giovani di quello che pensiamo, ma per svilupparle servono buoni maestri.

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
09/10/2009 - LAMENTELA (GIOSAFATTE BELLINO)

NON MI INTENDO DI POLITICA, ma voglio dire BASTA lasciate che il GOVERNO attuale faccia il suo e' non mi sembra che lo stia facendo male, anzi lo fa meglio di quelli < PRECEDENTI >, E NON SIATE -- GELOSI -- perche' e' solo la POLTRONA che altri " MINISTRI " CERCANO,ma come governanti non ne sareste certo capaci di quello che c'e' ora. BASTA FINITELA....e una vergogna. BELLINO G. _______________