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LODO ALFANO/ Folli: la corsa a ostacoli di Berlusconi per evitare l'isolamento

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L’amarezza è comprensibile, ma il problema è la convenienza politica. Quale convenienza  c'era nell’aprire un altro fronte e allargare il ventaglio dei nemici. A cosa mira Berlusconi? Non credo che punti alle elezioni anticipate, non la ritengo un'ipotesi percorribile e comunque non risolverebbero i problemi. Se si è trattato soltanto di uno sfogo alla propria stizza non è una reazione politica, se invece l'obiettivo è la resa dei conti si otterrebbe solo di ritrovarsi tra le macerie.

Esclude totalmente le elezioni anticipate o sono un’ipotesi sempre dietro l’angolo?


Le escludo, non totalmente perché in politica non si può mai dire, ma la maggioranza non lo segue su questo terreno. Bossi e Fini ieri l’hanno detto chiaramente, il Pd non ci pensa nemmeno e Napolitano non sarebbe disponibile.

La decisione della Corte porterà alla riapertura dei processi nei quali il premier è imputato, a livello internazionale quali sono le conseguenze?

L’immagine internazionale era già incrinata, ora è ancora più offuscata. Basta leggere i giornali stranieri per accorgersi che siamo isolati sul piano internazionale. L’immagine del Presidente del Consiglio è pessima, anche ingiusta, ma è così. Questo è uno dei tanti ostacoli di cui parlavo prima.

Nel suo editoriale di ieri si è augurato che prevalga la moderazione, che la maggioranza continui a governare e che, in un secondo momento, il centrodestra valuti l’ipotesi della successione. Chi, oltre a Berlusconi, può essere in grado di tenere insieme l’attuale maggioranza?

Non so fare un nome, ma la maggioranza c’è, è compatta e presente nel Paese. Allo stesso tempo c’è un problema di leadership, visto il serio logoramento dell’immagine di Berlusconi. È fisiologico immaginare che questa maggioranza possa sopravvivere al proprio fondatore, se ricorreranno le circostante.

Non pensa che l’uscita di scena di Berlusconi sarebbe comunque il “big bang” della politica italiana” e che quindi lo scenario cambierebbe totalmente?


Dipende da come e se lascerà. Se accadrà in maniera traumatica si potrebbe immaginare un grande “big bang”, se il processo fosse guidato da lui, prima che sia troppo tardi, questa maggioranza avrebbe la convenienza a rimanere unita. Su questo comunque ho forti dubbi perché Berlusconi è un combattente e ha il temperamento forte di chi convive bene con i conflitti.

(Carlo Melato)

 



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COMMENTI
11/10/2009 - Le illusioni difficilmente divengono realtà! (Bruno Bartolomei)

Riguardo alla caduta del governo e soprattutto alla disfatta del PDL ,più che serie probabilità, sembrerebbero pie illusiuoni di quella parte degli italiani che dal 68 ha creduto ed ancora oggi crede che si possa continuare a far politica con le piazze rinverdendo slogan a senso unico triti e ritriti. Il pacifismo delle 1 ,100, 1000 Nassirya , dei -6 riferito ai nostri soldati trucidati in Afganistan , delle proteste pilotate nelle scuole con bambini inconsapevoli vestiti a lutto utilizzati come strumento per le lotte sindacali degli insegnanti che considerano la scuola pubblica una loro proprietà. Tutto quel mondo politicizzato fatto di privilegi che crede solo nei diritti mentre il merito ed i doveri non sono nemmeno da nominare. Ora gran parte di tutto questo stà lentamente declinando grazie alla politica dei governi di centrodestra ed anche per merito di Berlusconi ,che non sarà il miglior Presidente del Consiglio della storia ma ha contribuito a cancellare dalla scena politica Italiana tante anime belle che abbiamo visto per decenni in azione a capo di cortei ed in parlamento producendo quel disastro economico e di valori che è sotto gli occhi di tutti e rappresenta la motivazione che ha indotto gli italiani a dare ampia maggioranza al governo Berlusconi. Gli italiani sono cambiati , sono più interessati a vedere spendere bene il denaro pubblico ,ad avere governi che terminino il loro mandato giudicando col voto e non per colpi di mano. P.S per i vizietti Sircana docet

 
10/10/2009 - Il PdL sopravvivrà al suo fondatore? (Giuseppe Crippa)

Questa interessante intervista di Stefano Folli, ben sollecitato da Carlo Melato, ha il pregio di porre all’attenzione del lettore la questione della tenuta di questa maggioranza, che dipende in prima istanza, ovviamente, dalla tenuta del partito del Presidente del Consiglio. L’affermazione di Folli che è fisiologico immaginare che questa maggioranza possa sopravvivere al proprio fondatore contraddice l’opinione corrente, e per questo meriterebbe di essere ulteriormente precisata dall’autore, così come la sua opinione, espressa tra le righe, che Berlusconi non cederà mai ad altri le redini del Governo e del suo partito. Personalmente non la condivido e penso invece che in questo Berlusconi ci sorprenderà, prima di prendere la via di un volontario esilio, che mi pare inevitabile… Il commento di Gino Spadon, invece, mi colpisce per il suo schematismo: tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall’altra. Complimenti, questa capacità di leggere la realtà e di giudicare in un attimo persone e categorie diversissime io l’ho persa passando dall’asilo alla scuola elementare. Però la sottile ironia con cui ha espresso il concetto l’ho apprezzata.

 
09/10/2009 - Folli tenga conto di che pasta è fatto Berlusconi (spadon gino)

Vedrete di che pasta son fatto io, proclama Berlusconi. Ma lo sappiamo, caro Presidente, lo sappiamo. Non certo di quella di cui sono fatti i giornalisti della carta stampata e della televisione, i magistrati, i portavoce della Commissione europea, i prelati ficcanaso, i paparazzi, i membri dell’intellighenzia italiana, la genia degli attori comici, i componenti della Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica tutta gente prevenuta, invidiosa, sleale. No, la Sua pasta è diversa: è quella di cui sono fatti i Dell’Utri, i Bossi, i Borghezio, gli Scaiola, i Calderoli, i Bondi, i Cicchitto, i Gasparri, i La Russa, i Lupi, i Castelli, i Capezzone, i Tarantini, tutta gente franca, competente, leale. Pasta buona, signor Presidente, pasta da esportazione.