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Politica

SCENARIO/ Penati (Pd): con Bersani diciamo no alla santa alleanza anti-Berlusconi

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Un partito riformista come il nostro deve assolutamente cercare di riannodare i fili di un rapporto con la società civile del Nord.
La crescita della Lega è nel segno dell’antipolitica o comunque di una risposta politica così semplificata da non voler considerare la complessità dei temi. La crisi ha però aperto delle crepe tra i ceti produttivi e il centrodestra e questo crea nuovi spazi di rappresentanza. È una sfida: vincerà chi saprà indicare una via d'uscita credibile da questo periodo di crisi.

Polito e Battista sul nostro giornale hanno detto che la sinistra da 15 anni è bloccata dall’antiberlusconismo e non è mai riuscita a liberarsene. È d’accordo?

L’antiberlusconismo da solo non basta. Se siamo in queste condizioni non è perché abbiamo fallito la prova dell’opposizione, ma quella del governo. Se tutto fosse andato bene saremmo in giro a raccontare le cose buone fatte dal governo Prodi e a prenderci gli impegni per il 2011. Invece siamo in queste condizioni perché l’Unione non ha retto alla prova del governo.
Dobbiamo tornare dagli italiani con un progetto e delle alleanze coerenti suscitando la fiducia sul fatto che reggeremo alla prova del governo.
Non credo alla "santa alleanza" proposta da Franceschini in nome dall’antiberlusconismo, quella era già l’Unione.

Quale sarà il piano delle alleanze di Bersani, se sarà eletto segretario?

C’è una premessa: con il 26% è impossibile costruire un'alleanza omogenea e credibile che possa battere Berlusconi. Per prima cosa quindi il partito deve crescere e tornare a raccogliere il 30-35%. Il secondo passaggio è il progetto politico da costruire, la conseguenza è l’alleanza con chi condivide il progetto.
La nostra operazione è un sasso nello stagno, spero che smuoverà le acque e contagerà anche le altre forze. Sono convinto che lo scenario non rimarrà immutato e il percorso di rinnovamento del centrosinistra riguarderà tutti. Penso alla Francia, alle nuove culture politiche e al dinamismo dei movimenti ambientalisti.

I temi etici e la “laicità” del partito sono un nervo scoperto? Si registra a questo proposito una certa preoccupazione della componente cattolica del Pd nel caso di una vittoria di Bersani?


Se è una preoccupazione espressa in buona fede, semplicemente non ha ragione di esistere. Purtroppo però è strumentale ed è un argomento usato per forzare la mano all’ala cattolica e appoggiare Franceschini.
Al congresso si cercherà di trovare un equilibrio avanzato su questo tema conciliando il diritto a una posizione personale e le ragioni delle istanze collettive del partito.

 

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