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SCENARIO/ Veneziani: Berlusconi, attento alle mille facce di Mr. Fini

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Da un libro dedicato al futuro non mi aspetto certo la storia del vecchio Movimento Sociale Italiano. Il vero problema di questo libro è un altro. L’autore deve aver coltivato alcune letture in una vita segreta…

Cosa intende?

Chi scrive non è né il Fini fascista, né il Fini di Alleanza Nazionale, né quello alleato a Berlusconi, è un intellettuale, un filosofo. Sarebbe l’ennesima svolta. Penso invece che la “regia” del libro sia di Paolo Mieli con la “sceneggiatura” di Aldo di Lello, bravo giornalista di buone letture. Mi ricorda il saggio di Craxi su Pierre Joseph Proudhon, “ispirato” da Luciano Pellicani. Questa volta però di Fini non c’è traccia.

Presentando questo libro da Fazio, Fini ha parlato di “Pdl caserma”. Cosa ne pensa?

Il Pdl è nato come un partito a vocazione monarchica. Non ci sono dubbi, su questo Fini ha ragione. Bisognerebbe però ricordare a Fini che la monarchia ha permesso al Pdl di vincere e che quando lui governava An (quella sì una caserma senza possibilità di dibattito) il monarca era lui. Il paradosso politico è che uno che viene da un partito decisionista scopra il ruolo del Parlamento solo quando arriva a fare il Presidente della Camera, proprio adesso che D’Alema rilancia il presidenzialismo.

I partiti sono ormai orientati verso questo tipo di modello?

Secondo me sì, il partito personale è in atto. Il Pd vorrebbe esserlo, ma non ci riesce perché è composto a sua volta da due partiti non riducibili. Non ci sono personalità in grado di imporsi, quindi sono obbligati a un assetto feudale. Ogni signore ha la sua corrente e il suo territorio. Non so quale sia il modello più evoluto.

È d’accordo con chi ritiene vicina la fine del bipolarismo?

Il bipolarismo finirà quando Berlusconi uscirà di scena, è lui l’unico vero garante del bipolarismo, perchè ha creato due coalizioni: una con lui e una contro di lui. Dopo la sua uscita prevedo un ritorno alla frammentazione polimorfica, non ci saranno solo due poli, ma molti di più. Le stesse speranze dei profughi del Pd (Rutelli, Calearo…) sono legate alla fine dell’era Berlusconi. Allo stato attuale creano qualche problemino a Bersani, che in realtà giocherà a fare da baricentro tra i suoi due prossimi alleati: i giacobini di Di Pietro e i moderati simil-democristiani di Rutelli.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
12/11/2009 - Fini-Berlusconi (Marino Gerardo)

Il sig. Fini, non deve dimenticare (piaccia o no) che Mr Berlusconi ha "sdoganato" lui e il suo partito altrimenti erano destinati a fare a vita l' opposizione della Destra Nazionale-Msi. Non dimentichi che è nato fascista e non può morire democratico (come vuol sembrare agli occhi della gente). Berlusconi lo ha letteralmente valorizzato e dato una dignità dal punto di vista politico.