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SCENARIO/ Veneziani: Berlusconi, attento alle mille facce di Mr. Fini

Il governo punta con decisione a una riforma della giustizia in tempi brevi, con o senza la collaborazione dell’opposizione. Il premier sembra però più impegnato a fronteggiare l’opposizione interna di Gianfranco Fini. L'analisi di MARCELLO VENEZIANI

BerluFini_R375.jpg (Foto)

Il governo punta con decisione a una riforma della giustizia in tempi brevi, con o senza la collaborazione dell’opposizione, oggi abbastanza improbabile. Il premier sembra però più impegnato a fronteggiare l’opposizione interna di Gianfranco Fini. Nell’ultimo incontro, infatti, il Presidente della Camera non ha concesso sconti. Marcello Veneziani analizza il momento politico che sta vivendo la maggioranza.

L’incontro tra Berlusconi e Fini, nonostante la parziale soddisfazione del premier, è un passo avanti verso la riforma della giustizia?

Si è trattato di un compromesso. Berlusconi non ha avuto da Fini una totale rassicurazione e non ha ottenuto tutto ciò che voleva. È un passo avanti, ma rimane l’imponderabilità che passa tra un accordo di massima e la realtà dei numeri in Parlamento. A volte basta una dichiarazione per rendere aleatorio un impegno.

Nella posizione prudente di Fini contro la “prescrizione breve” lei ha visto buon senso o mancanza di lealtà verso il premier in un momento delicato?

Fini ha soltanto un interesse politico ed è quello personale. Se a lui fa comodo evitare che il governo cada si impegna in questo senso, lascerei da parte i discorsi sulla lealtà. Non mi riferisco solo a Fini, perché in fondo la lealtà non entra nelle categorie della politica, soprattutto contemporanea. Se Berlusconi rimane al governo, ma vede sempre più indebolita la sua leadership, l’ex leader di An ne ha un’utilità strategica. Questo giustifica le sue limitate aperture alle richieste di Berlusconi.

Se Fini punta al logoramento del premier è giusto invece aspettarsi da parte di Berlusconi dei colpi a sorpresa, come il ricorso alle elezioni anticipate?

Fini non ha grandi strategie, ma una tattica che modifica giorno dopo giorno. Berlusconi invece ha nel suo repertorio dei colpi d’ala, o di testa se preferiamo, con cui scompagina le carte, rivoluzionando il quadro politico. In lui irrompono valutazioni che non sono proprie dei tempi della politica. Il ricorso alle elezioni è uno spettro che può agitare, anche se non penso che sia percorribile fintanto che non saranno scongiurati i pericoli di carattere giudiziario.

Il riavvicinamento con l’Udc potrebbe servire al premier per ridimensionare Fini?


COMMENTI
12/11/2009 - Fini-Berlusconi (Marino Gerardo)

Il sig. Fini, non deve dimenticare (piaccia o no) che Mr Berlusconi ha "sdoganato" lui e il suo partito altrimenti erano destinati a fare a vita l' opposizione della Destra Nazionale-Msi. Non dimentichi che è nato fascista e non può morire democratico (come vuol sembrare agli occhi della gente). Berlusconi lo ha letteralmente valorizzato e dato una dignità dal punto di vista politico.