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Politica

VERTICE FAO/ Bando ai falsi moralismi: sfamare tutti è possibile

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La risposta produttiva dell’agricoltura dimostra che hanno torto i soliti pessimisti: il sistema agricolo opportunamente stimolato può produrre in abbondanza per tutti, oggi e anche nella prospettiva del 2050, quando 9,2 miliardi di uomini chiederanno di mangiare di più e meglio e servirà il doppio di prodotti. Il problema non è ridurre il numero di chi potrà farlo o decidere chi dovrà rinunciare, ma è esattamente il contrario, e cioè fare in modo che la più elementare forma di giustizia e di eguaglianza umana si compia.

 

Un obiettivo possibile, purché i rendimenti produttivi salgano ovunque come sta accadendo da almeno un decennio in cui sono migliorati nei paesi in via di sviluppo, ma non in quelli sviluppati in cui hanno prevalso altre preoccupazioni. Ma il mercato è globale, come va di moda dire, se i ricchi non producono e i prezzi salgono possono sempre comperare altrove ciò che manca, anche perché sono disposti a pagare di più dei consumatori dei paesi poveri. Ecco uno dei motivi per cui sono aumentati di oltre cento milioni gli esseri umani che hanno fame.

 

Per rendere cibo, libertà e dignità a tutti occorre stimolare la produzione di alimenti ovunque, senza dimenticare che la scienza e la ricerca mettono a disposizione sempre nuove soluzioni che possono risolvere il problema della fame oggi e domani.

 

Alle grandi dichiarazioni, alle parole roboanti, alle promesse non mantenute dei Summit mondiali occorre contrapporre la pratica quotidiana della volontà di porsi nei panni dei popoli che hanno fame, di capire, di collaborare e di fare. La morale dei fallimenti dei grandi vertici sta forse tutta qui, eppure è tanto difficile da comprendere.

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