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SCENARIO/ 1. Folli: Berlusconi, fallito il lodo ti rimane lo scudo

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Nulla vieta a Berlusconi di tentare, politicamente però non ci sono molte speranze. C’è il rischio di esporre il centrodestra a gravi tensioni, mettendo in mostra lacerazioni evidenti, senza magari arrivare a una soluzione.
Anche se sulla carta i numeri ci sono, il governo deve tener conto degli equilibri costituzionali. Il premier non può muoversi come un carro armato e bisogna dargli atto che non lo sta facendo, anche se magari vorrebbe.

Il rapporto politica-giustizia sembra però compromesso, non è ipotizzabile una convergenza dei due schieramenti per un generale riordino dei poteri?


L’attuale quadro politico non mi sembra pronto a convergenze di questo tipo. Il paradosso è che quello che dice Berlusconi sulla giustizia può essere anche condivisibile e non è poi così lontano dalle ultime dichiarazioni di Violante. Il problema però è politico. La discussione si svolge in un clima di tensione tale da rendere impossibile una convergenza in nome dei grandi principi. Tutto si può chiedere all’opposizione tranne che corra in soccorso di Berlusconi.
Penso che il riordino dei poteri di cui stiamo parlando potrà avvenire solo quando non ci sarà più questo problema specifico.

In questo contesto che partita sta giocando Gianfranco Fini? La sua posizione è interpretata in molti modi, spesso opposti. A suo parere è un alleato leale, che porta avanti una posizione di saggia prudenza?

Lealtà e slealtà in politica sono difficili da individuare. Fini interpreta una visione istituzionale del ruolo della destra e ha un profilo istituzionale, Berlusconi invece ha un ruolo politico.
Questo non è solo un fatto teorico. Tra i due non mi sembra ci sia un gioco delle parti, ma un dissidio vero e profondo. Fini infatti difende l’equilibrio istituzionale rispetto alle forti pressioni politiche di Berlusconi. A mio parere fa bene a essere leale verso le istituzioni, a costo di essere sleale verso la maggioranza di provenienza.
Detto questo, sono convinto che Fini vorrebbe che la stagione di Berlusconi finisca il più presto possibile.

Lasciando i problemi della politica, quali sono i nodi che la magistratura deve risolvere. Manca di autodisciplina o di responsabilità?


La magistratura sicuramente dovrebbe evitare di comportarsi come un organismo corporativo e contribuire al rinnovamento sostanziale, favorendo lo sviluppo di un orizzonte riformatore.
Oggi invece si limita alla resistenza passiva, dando l’impressione, anche se forse solo l’impressione, di accanirsi contro Berlusconi. E questo certamente è un problema serio.

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