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RU486/ D'Agostino: ecco perchè tocca alla politica fermare l'aborto a domicilio

Pubblicazione:mercoledì 25 novembre 2009

RU486_PilloleR375.jpg (Foto)

La politica riflette sulla pillola Ru486. Il presidente della Commissione Sanità Antonio Tomassini ha dichiarato che nel testo conclusivo dell’indagine conoscitiva del Senato verrà proposta la sospensione della procedura di immissione in commercio della pillola abortiva. Se Dorina Bianchi (Pd) ammette che non è un farmaco come tutti gli altri ed è necessario capire se la legge 194 sia compatibile con l’introduzione della pillola, non sono mancate altre voci polemiche nelle fila dell’opposizione. Donatella Poretti (Pd) ha infatti dichiarato: «Nei giorni scorsi è circolato il documento conclusivo stilato dalla maggioranza. Un manifesto sconfinamento delle competenze della commissione per cercare di condizionare l’agenzia italiana del farmaco (Aifa)». La votazione sul documento finale sull’indagine è comunque prevista per oggi.
Abbiamo chiesto un parere al Prof. Francesco D’Agostino, Presidente onorario del Comitato nazionale per la bioetica e membro della Pontificia accademia per la vita.

La proposta di un’indagine conoscitiva era stata criticata addirittura dal Presidente della Camera che aveva definito «originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull’efficacia di un farmaco». Su temi come questo era giusto chiedere che la politica si pronunciasse o si tratta di un “problema tecnico”?

È giusto che il Parlamento si sia fatto carico di questa questione. Nel mondo scientifico ci sono delle polemiche legate alla Ru486, si sono registrate controindicazioni pesantissime e diverse morti, anche se trascurate dalla stampa. Un esempio clamoroso è quello del Prof. Didier Sicard, Presidente del comitato di bioetica francese, che ha perso la propria figlia e mi ha confessato quanto sia stato difficile per lui richiamare l’attenzione della comunità scientifica francese all’argomento. Non dimentichiamoci poi che il brevetto del farmaco è francese e attorno ad esso ruotano notevoli interessi delle case farmaceutiche.
Stiamo quindi parlando di un argomento complesso, anche perché l’uso della pillola non è facilmente riconducibile ai principi che regolano la legge italiana sull’aborto.

Di questo farmaco occorre quindi valutare sia la pericolosità che la compatibilità con la 194. Un compito che non spetta all’Aifa…

 

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COMMENTI
25/11/2009 - Coerenza (Lindo Caprino)

Se ho ben capito il problema è solo giurdico, nel senso che o si modifica la legge 194 (prevedendo la possibilità dell'aborto a domicilio) o, se "non si deve toccare la legge 194", la RU 486 non si può introdurre in Italia; dobbiamo essere seri e coerenti! Per il resto, se le donne che già hanno deciso di abortire vogliono correre il rischio dell'assunzione di questo veleno, si accomodino pure; debbono però conoscere i rischi a cui vanno incontro!

 
25/11/2009 - Abortiamo l'aborto. (claudia mazzola)

Scusate, ma chi se ne importa delle conseguenze fisiche che può causare la pillola Ru486, non sarà mica più importante di quello che non porta a compimento, quella è la controindicazione!