BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 1. Belpietro (Libero): il governo Berlusconi è bollito

Pubblicazione:giovedì 26 novembre 2009

berlusconi_sudoreR375.jpg (Foto)

Quando Berlusconi dichiarò di non aver mai preso in considerazione l’ipotesi di ricorrere alle elezioni anticipate molti commentatori lessero in quella mossa l’invito a una sorta di tregua interna alla maggioranza. Le polemiche non erano però destinate a finire e sono continuate, evidenziando, come nel caso di Brunetta e Tremonti, divisioni profonde e di difficile risoluzione. Le preoccupazioni del premier non arrivano però solo dall’interno della maggioranza, dato che su di lui incombono procedimenti giudiziari vecchi e nuovi, rientrati in gioco dopo la bocciatura del Lodo Alfano.
Maurizio Belpietro, direttore di Libero, analizza lo stato di salute del governo Berlusconi, in uno dei momenti più difficili della legislatura.

Direttore, secondo lei il governo dovrebbe preoccuparsi maggiormente dei contrasti interni o dallo sviluppo dei procedimenti a carico del Presidente del Consiglio?

A mio parere la prima questione è quella giudiziaria, dato che l’iniziativa delle procure contro Berlusconi è sempre più forte. Vedo segnali preoccupanti di aggressività che ricordano il clima di Mani Pulite. Si mormora addirittura di un provvedimento che arriverebbe da Palermo per rimettere in discussione ben 15 anni di sentenze e sostenere l’esistenza di un collegamento tra il premier e le stragi di mafia. Un’ipotesi che potrebbe addirittura prevedere il sequestro preventivo del patrimonio di Berlusconi.

Dalla maggioranza qualcuno sostiene che, come per il Caso Cosentino, i pentiti tornano ad avere un peso determinante e poco trasparente…


È un ritorno giustizialista allarmante, si ripropone lo scontro tra magistratura e politica. Davanti a questo la politica sembra incapace di reagire. Le ipotesi di scudi e lodi secondo me non porteranno da nessuna parte. L’errore fondamentale è stato quello di non reintrodurre l’art. 68. Qualche timido accenno in questo senso c’è, ma non ci sono più i tempi necessari a renderlo efficace, rispettando tutti i passaggi costituzionali richiesti.

A suo parere Berlusconi rimarrà quindi scoperto davanti ai processi?


Penso di sì, in un momento tra l’altro molto difficile per l’azione di governo. Il premier rischia di non essere lucido e di finire in qualche imboscata.
Teniamo anche conto della delicata situazione famigliare: il suo non sembra certo un divorzio facile, dato che la moglie sembra intenzionata ad andare avanti in un certo modo e la magistratura rischia di entrare anche in questa vicenda.

Se questo è in sintesi il quadro giudiziario, a livello politico quali sono i nervi scoperti più evidenti?

 

CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
27/11/2009 - Le toghe rosse. (MARIO SPADONI)

Il commentatore che mi precede sposa il solito ritornello delle toghe rosse. Quel signore sarebbe bene che si facesse processare così finalmente potremo chiudere questo capitolo della storia del ns.paese,sfrotunato paese.

 
26/11/2009 - dopo l'eventuale "avviso" da Palermo (attilio sangiani)

se il quadro descritto da Belpietro fosse attendibile,il premier avrebbe una seconda possibilità di provocare elezioni anticipate: dopo l'eventuale avviso di garanzie da Palermo. Gli italiani verrebbero chiamati a smentire le "toghe rosse",che sentenziano non tanto "in nome del popolo italiano ",ma in nome della loro fazione -casta irremovibile,se non con una severa riforma della magistratura. Altrimenti,chi è causa del suo mal....