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SCENARIO/ 2. Napolitano fuori tempo massimo, a Berlusconi non resta che il voto

Pubblicazione:sabato 28 novembre 2009

berlusconi_mitra_R375.jpg (Foto)

«L’interesse del paese richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo… Va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento». Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha riaffermato ieri l’autonomia della politica e la preoccupazione per un equilibrio istituzionale sempre più in pericolo. Le voci di pesanti procedimenti giudiziari a carico del premier si rincorrono insistentemente, rendendo incerto il futuro del governo e del quadro politico generale. Peppino Caldarola, giornalista (già direttore de L’Unità) ed ex deputato dei Ds analizza per ilsussidiario.net questo delicato momento.

Innanzitutto le chiederei un commento alle parole del Presidente Napolitano.

Quello di Napolitano è un tentativo di stemperare i toni, che ritengo apprezzabile, in un momento di gravi tensioni istituzionali in cui viene dato per certo l’attacco finale della magistratura a Berlusconi. È in gioco l’autonomia della politica. Il momento che ha scelto mi sembra azzeccato, anche se è una questione talmente antica che ogni momento poteva essere quello buono. Detto questo, non so se potrà servire a qualcosa, a mio parere il meccanismo giudiziario è ormai già avviato.

Le indiscrezioni parlano di accuse gravissime che potrebbero piovere sul premier da un momento all’altro. Dovrebbero addirittura riaprirsi le pagine delle stragi di mafia grazie alle dichiarazioni di alcuni pentiti.


La tesi, sempre secondo queste voci, vedrebbe Berlusconi mandante delle stragi di mafia degli anni Novanta. Un’accusa che ha dell’incredibile e che mi ricorda quella del famoso bacio di Andreotti a Riina. A sostegno di queste tesi ci sarebbero, tra l’altro, le dichiarazioni di un pentito di terza mano. È di nuovo attuale il tema dell’uso dei pentiti, ci sarebbe da riflettere.

Cosa si è fatto in questo senso?

Alcuni anni fa ci fu una normativa che ridusse il numero dei pentiti, che nel frattempo era dilagato senza controllo. Oggi però dovrebbe valere il principio per il quale una dichiarazione dei collaboratori di giustizia non certificata da dati di fatto non costituisce una prova, anche se fatta da più di un pentito.

Secondo le stesse voci il patrimonio di Berlusconi sarebbe a rischio a seguito di accuse di questo tipo. È così?

 

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COMMENTI
01/12/2009 - pentiti (Alberto Speroni)

con la maggioranza senza precedenti che questo governo si ritrova,non aver provveduto a regolamentare con un pò di buon senso l'utilizzo delle dichiarazioni dei pentiti (=entro sei mesi o dici tutto o quello che dici dopo è spazzatura!)fa pensar male!!

 
30/11/2009 - Berlusconi può contare solo sul suo popolo. (Carlo Martinelli)

Ha ragione Peppino Caldarola. Nessuno dei big che sono più vicini a Berlusconi si è accalorato nel difenderlo. Quando gli italiani sentono odor di ribaltone, la storia li ha sempre visti in fuga o saltare sul carro dato per vincente. Fini, a proposito, si è più scoperto. Ma Napolitano è il più furbo e la cosa non meraviglia, visto da che parte viene. Sempre fuori tempo massimo ( come con l'Ungheria ), perchè ormai le V2 su Silvio sono in rampa di lancio, si fa bello riconoscendo che chi è unto dal popolo ha il diritto di governare. Ah, Presidé, Vossia state proprio pe' a democrazììa 100% !!! Alla prima occasione di un serio contrasto sul programma - e non c'è proprio bisogno di andarlo a cercare - a Silvio non rimane che far conto sul suo popolo, dopo un bel Berlusconi Day, in risposta alla adunata dei " trinaricciuti " e al gruppo togato per il colpo di stato. Carlo Martinelli

 
28/11/2009 - possibilità per Napolitano (BRUNO LASI)

Le parole dette in ritardo sono scatole vuote senza valore; come presidente del CSM e massima autorità dello Stato avrebbe avuto la possibilità di indirizzare la giustizia nel senso detto ora, ma non l'ha fatto, perchè non l'ha voluto ed ora vuol solo farsi perdonare la colpa di un prossimo disastro per tutti. Diamogli solo un'ultima chance per contraddirmi, Dio lo voglia. Bruno Lasi