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SCENARIO/ Piepoli: Berlusconi più forte del '94. Bersani può sperare nel 30%

Il centrosinistra è in piena trasformazione, il centro sembra pronto ad accogliere Rutelli, fuggito dal Pd, e il centrodestra si appresta ad accelerare sulla strada delle riforme. Ilsussidiario.net ha chiesto un parere a NICOLA PIEPOLI, sul gradimento dell’opinione pubblica nei confronti dei diversi schieramenti

BerlusconiConta_Q75.jpg (Foto)

Il quadro politico di questi giorni vede un centrosinistra in piena trasformazione: Bersani ha dato inizio alle consultazioni con i leader dei partiti con cui costruire le nuove alleanze, mentre Rutelli ha scelto di abbandonare il progetto del Partito Democratico. Il centro si prepara ad accoglierlo e a ingrandirsi raccogliendo personalità che finora sono state fuori dalla politica, mentre il centrodestra, dopo i chiarimenti interni, si appresta ad accelerare sulla strada delle riforme. Ilsussidiario.net ha chiesto un parere a Nicola Piepoli, fondatore e presidente dell’Istituto Piepoli, sul gradimento dell’opinione pubblica nei confronti dei diversi schieramenti.

Nei suoi primi 700 giorni di vita, elezione dopo elezione, il Pd ha disperso milioni di voti, rendendo impossibile la cosiddetta “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria. Il nuovo segretario punta ad allargare il consenso per diventare “baricentro” di un nuovo centrosinistra che sembrerebbe ripresentare lo schema dell’Ulivo. Riuscirà in questo progetto, secondo lei?

Innanzitutto devo dire che tra i tre candidati alla segreteria in realtà non c’è mai stata gara, Bersani in base alle forze in gioco era destinato a vincere.
Detto questo, l’ex ministro porta con sé il modello Emilia-Romagna: “legge ed ordine” all’interno di un centrosinistra avanzato. A mio parere Bersani ha dato il meglio di sé come Presidente della regione rossa per eccellenza, più che come ministro del Governo Prodi. Quello è il suo modo di operare, è un “Nixon di sinistra”, con lui sono tutti soddisfatti di essere al loro posto, il partito funziona e si compatta, cosa che non succedeva negli ultimi tempi.

In che misura può allargare il suo consenso?

Bersani sembra la persona giusta al posto giusto, è un segretario capace di guidare l’espansione, anche se limitata, di un partito che ha un avvenire. Il Pd, che adesso viaggia intorno al 26%, può arrivare almeno fino al 30%. Il nuovo segretario non ha certo una personalità tale da realizzare rimonte incredibili, non arriverà mai al 40%, ma non sarebbe giusto chiedergli miracoli.

I suoi primi giorni da segretario sono stati segnati però da abbandoni eccellenti, come quelli di Rutelli e di Cacciari?

È inevitabile, non mi ha affatto stupito che alcune forze siano state “scartate” da Bersani. In sostanza mi sembra una fuga di poche personalità che non sono disposte ad accettare quella “legge ed ordine” di cui parlavo prima. In che misura Rutelli è in grado di sottrarre voti al Pd? Il peso di Rutelli a livello nazionale corrisponde a circa il 2% (se consideriamo le intenzioni di voto siamo tra le 400.000 e le 600.000). Penso che l’1,5% possa portarlo in dote in un ipotetico nuovo partito di centro guidato da Casini. In un certo senso però Rutelli si arrende al leader dell’Udc.

Cosa intende?

Casini è la personalità emergente che può accogliere Rutelli nella sua formazione e rappresenta uno dei pochi casi di profezia che si autorealizza. Le spiego, fin da ragazzo amici e nemici di Pierferdinando dicevano “questo ragazzo farà molta strada”. Ora non è più un ragazzino, ma la profezia si sta avverando e continua a realizzarla.
L’Udc potrebbe quindi salire dal 6% all’8%, o addirittura avvicinarsi al 10%.

Stiamo sempre considerando il dato nazionale, non il risultato che potremmo aspettarci dalle Regionali?

Esatto, parlo del dato nazionale. C’è una distorsione dei dati delle regionali, che sono leggermente tendenti a sinistra rispetto al dato nazionale.

L’avanzamento del Pd può voler dire un arretramento dell’Idv di Di Pietro?

 

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COMMENTI
03/11/2009 - non la politica fatta di numeri (vincenzo ioculano)

IO credo, che i sondaggi per monitorare le percentuali ai partiti politici, sono efficaci. Però ci sono dei segni che nell'intervista emergono come sprono al modo di fare politica.Il partito radicato nel territorio. La Lega al nord e di quello che io sappia UDC al sud. Al di la se Rutelli convergerà nell'UDC ma qui nell'area dove io vivo stanno nascendo in molti paesi sezioni dell'UDC.Quindi significa radicamento nel territorio. Io sono una persona di mezza età e quindi mi ricordo le battaglie politiche continue nel mio territorio.Oggi al tempo di elezioni i partiti o le coalizioni affittano un locale per quel periodo, i candidati che vengono imposti ci riempiono di chiacchiere,il risultato: l'abbandono totale.Io sono un contadino e in quella poco cultura fatta di realismo che teniamo viva ci permette di distinguere le chiacchiere dai fatti concreti.

 
03/11/2009 - Bersani come un cinese (attilio sangiani)

Concordo su Bersani,Nixon di sinistra. Preferirei,però,accostarlo agli attuali leaders cinesi: liberismo in economia,totalitarismo in tutto il resto. Infatti lo statuto del P.D.,di fatto scritto da Bersani,stabilisce che è il Partito a decidere quando un suo parlamentare può fare "obiezione di coscienza". Si può essere più "cinese" di così? Quanto a Berlusconi,prego sempre l'Altissimo che gli dia salute e capacità di conservare la necessaria forza interiore per resistere alle tentazioni della carne e del potere. Ma soprattutto alle "portae inferi" che si sono scatenate contro il suo governo e la sua maggioranza,a causa delle scelte di bioetica,in primo luogo.