BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ Minoli (Rai): la furia moralistica dell'informazione porta solo alla ghigliottina

GiovanniMinoli_R375.jpg(Foto)

 

 

La televisione è sempre una macchina di trasmissione di valori, belli, brutti, alti, bassi... La televisione è pedagogica in sé. Anche il Grande Fratello è pedagogico e trasmette i suoi valori: la vita è un gioco e se sorteggi il biglietto della lotteria giusto ottieni il successo…

Seguendo il suo ragionamento ci troviamo davanti a un’“emergenza educativa”, come la Chiesa segnala da tempo?


L’emergenza educativa a mio parere è clamorosa. Le tre agenzie di senso della vita che a mio parere sono la famiglia, la scuola e la televisione, sono unite in un circolo tutt’altro che virtuoso. Non sempre e non tutte, ovvio. Rimango un ottimista e cerco di trovare dei punti di speranza: se, ad esempio, il canale Rai Storia triplica il suo pubblico dopo un anno di vita secondo me significa che c’è una domanda inevasa di contenuti di riflessione e di approfondimento, anche se non viene più ascoltata.

Come mai?


Perché non c’è più selezione della classe dirigente televisiva. Negli altri paesi i dirigenti sono prodotti dalla televisione, da noi invece chiunque può fare il consigliere d’amministrazione, il direttore della Rai, il direttore di un telegiornale.

Torniamo alle colpe della politica che si intromette dove non dovrebbe?


La politica c’era anche prima, la differenza è che una volta i partiti si facevano la lotta culturale e politica mettendo in televisione i propri uomini migliori e nel mercato delle idee competevano verso l’alto.

Di quali altre colpe è giusto chiedere conto a questa classe politica?

Il conflitto di interessi è un problema che ha inquinato il Paese. Secondo me è innegabile, ma nei due sensi. Quello di Berlusconi è enorme, ma c’è anche quello della sinistra italiana che, a mio parere, ha avuto una posizione ambigua e opportunistica su questo tema. Tutto ciò ha reso indistruttibile il potere di Berlusconi e incredibili, nel senso di non credibili, le battaglie della sinistra.

Pensa anche lei che dal quadro che si delinea, nella politica come nella società, ci sia il rischio di ricadere nel clima degli “anni di piombo”?


Mi interrogo molto su questo, ma non saprei dare una risposta. È un rischio che c’è perché nel momento in cui l’emergenza sociale incrocia l’incapacità della politica di dare delle risposte lì c’è il terreno di coltura della violenza e della reazione, anche estrema. Per adesso gli ammortizzatori sociali, anche familiari, hanno retto abbastanza, ma quanto possono durare?

Da dove ripartire? Cosa manca allora?


Manca un orizzonte di valori, di sogno, manca una politica che faccia sognare. Uno fa qualunque sacrificio per una causa in cui crede, ma deve sentirsi coinvolto in qualche cosa. Se la politica non fa sognare non si capisce cosa faccia oltre alla gestione e all’amministrazione del potere.

Se quello che manca è un orizzonte, nell’immediato come si può uscire dalla contrapposizione frontale, dalla battaglia tra nemici e dalla stagione del fango e delle calunnie?


È un problema di uomini di buona volontà e penso che sia la speranza che abbiamo tutti: l’interesse generale, il bene comune, è più importante di tutto. Se uno pensa ai Padri costituenti, alla violenza dello scontro ideologico che c’era in atto e allo sforzo che fecero per fare la Costituzione e poi tornare a dividersi e a combattersi, forse lì c’è da ispirarsi e imparare qualcosa.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
04/11/2009 - Pane al pane e vino al vino (M.Rita Bianco)

La vita non è un gioco, ma una bella avventura, molto seria da vivere senza seriosità. Da vivere con impegno e tensione e responsabilità. Responsabilità? Sì! é italiano, vuol dire rispondere alla realtà, a ciò che accade, non sognare, non fare finta di, non reality ma realtà. Vuol dire non turbarsi per chi ti chiama moralista se la tua voce stona nel coro. Uno va a trans... sono fatti suoi! No! Prima di tutto ha una moglie e figli ma soprattutto ha una carica pubblica! Non sono fatti suoi, sono anche miei! E mi fa un certo effetto. Anche certi ospiti del Premier mi fanno un certo effetto! Non é normale! La prima ghigliottina queste persone se la fanno su di se stesse, imbrattandosi di fango! Quanto oggi, A FATTI, hanno a cuore il bene comune? Non si raggiungerebbe la percentuale dello sbarramento! Quali sarebbero i VALORI trasmessi dalla TV??? Grazie.