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SCENARIO/ Il sogno proibito di Fini: essere un po’ Veltroni ma anche un po’ Sarkozy

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Così, a colpi di ambivalenze e convergenze parallele, si arriva dritti alla grande e irrisolta contraddizione: secondo Fini siamo - noi italiani, noi europei - sicuramente cristiani, ma non abbastanza per poter limitare “il diritto di vita e di morte delle persone”, ovvero per mettere un freno alla dittatura dei desideri illimitati in tema di fecondazione, ricerca, eutanasia. Su questo, invece, bisogna essere ancora più laici, in nome e per conto di “un’etica non stabilita per decreto”, di un uomo “che può decidere del proprio destino solo all’interno di una comunità politica” e di una legge “che non invada il terreno dell’autonomia dei singoli”.

Ma il presidente della Camera, gallidellaloggiamente parlando, resta un “homme qui cherche”. E quando le agenzie battono la notizia che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha negato al crocifisso la legittimità a stare appeso sulle pareti delle aule scolastiche, si schiera risolutamente in difesa del “simbolo della tradizione e della cultura italiana”. Anche il web magazine della sua Fondazione “Farefuturo” non ci pensa due volte e senza tentennamenti dichiara: “Il crocifisso in classe è la vera laicità positiva”. Una bella citazione del nuovo guru finiano, Nicolas Zarkozy, e il gioco è fatto. Dimenticando che il Sarkozy regnante, al di là dei proclami elettorali, non sembra voler scalfire lo schema secolare del duro laicismo francese (nessun ruolo pubblico alla religione), non avendo più nulla da eccepire neppure rispetto alla famigerata legge che dal 2003 vieta l’ostentazione anche personale di simboli religiosi (crocifissi al collo compresi) in tutte le scuole pubbliche.  

E così, di contraddizione in contraddizione, resta la domanda: chi è il vero Fini? È l’uomo politico in cerca d’autore, lo statista che non rinuncia a pensare la politica anche a costo di sfuggire alle consuetudini? Oppure l’impenitente manovratore, capace solo di battaglie simboliche fatte apposta per recuperare un po’ di feeling con il mondo cattolico, giusto per farsi perdonare quel cattolicamente insostenibile “diritto di vita e di morte delle persone”?

 

 

 



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COMMENTI
07/11/2009 - Emorragia futura? (Alberto Pennati)

Credo che molti elettori del Pdl vedessero in Fini il successore di Berlusconi alla guida del partito. Il presidente della Camera però è da tempo che, su questioni importanti (ad es. immigrazione, sicurezza, magistratura), va dalla parte opposta a quella che hanno chiesto gli stessi. Non credo faccia bene al Pdl e chissà che la sua virata (od il suo zigzagare) non tolga voti al suo partito, a beneficio della Lega.

 
06/11/2009 - De finibus Fini (celestino ferraro)

Questa diatriba quotidiana del Feltri incazzatissimo contro il Fini sussiegoso costituzionalista (avventizio dell'ultima ora), mi dà l'impressione di un pullman sovraffollato il cui guidatore, sotto i fumi della droga (paranoia), sbanda pericolosamente ad ogni curva. I passeggeri sono sballottati di qua e di là e più di una voce ha gridato atterrita dalla megalomania spericolata del guidatore (un Valentino Rossi della politica) che rischia di portare l'intera carovana in qualche precipizio. Feltri, da buon giornalista che tutela le sorti dei passeggeri, esorta il temerario autista a fare attenzione: ma non sembra che i richiami all'oculatezza di guida sortiscano qualche beneficio. Fini ha deciso inopinatamente una rotta a zigzag, sembra quasi che voglia scrollarsi di quei viaggiatori paurosi che intralciano, vociando, le sue manovre di guida: dove vuole andare? C'è bisogno di essere così avventurosi, temerari, quando la meta è una meta onesta?... Vuol prendere il posto di Berlusconi?... Legittimo! Ma che lo dica senza tirare i piedi al Cavaliere fingendogli una devozione che non sente e augurandogli, forse, una rapida dipartita. Tutto qui! Anche se pensiamo di Fini, premier, tutto il male possibile. Ma questa è un'altra storia degna del miglior Freud. Celestino Ferraro

 
06/11/2009 - Fini, ma chi sei veramente? (Antonio Germino)

Sul mio blog, l'anno scorso ti avevo scritto una lettera nella quale ti chiedevo dove ci avresti portato. Ci hai portato nel PDL e ne sono contento. Come me tanti altri. Ma tanti altri ti accusarono di tradimento dei valori della DESTRA, quella destra che ti ha cresciuto e pasciuto, ti ha portato a presiedere la Camera. Tu , dieci anni fa, se te lo avessero predetto, saresti schiattato dalle risate. Io ti ho seguito, perchè nel PDL, nella figura di Berlusconi, VEDO il lavoro infaticabile di un uomo, che potrebbe starsene, fino alla fine dei suoi giorni, alle Bermude a pescare e mangiare pesce, crogiolarsi al sole, e sorridere malignamente sul nostro conto. Non so quanto seguito hai, a oggi, te lo stai perdendo giorno dopo giorno, chiacchieri su cosa bisognerebbe fare, dici una cosa e ne pensi un' altra. Io e molti altri, ormai, abbiamo come punto di riferimento Berlusconi,il famoso "uomo del fare" tu sei rimasto a uomo del "dire". Logicamente puoi continuare a dire, ma dina cosa ti prego di farne a meno: non esternare più giudizi su Berlusconi. Ci stai irritando con queste tue lapidarie frasi. Tra l'altro, fai il gioco della sinistra, che a quanto pare ti tiene in grande considerazione. Ricordati, mio ex presidente, che i compagni sono sempre compagni, non perdono nè il pelo e nè il vizio.

 
06/11/2009 - Legittimo ma sbagliato (Antonio Ferri)

Trovo legittimo che Fini sgomiti per una posizione di prima fila per il dopo Berlusconi, secondo me dovrebbe però farlo con una linea politica forte e propria (naturalmente se ne è capace) anzichè copiare il metodo Veltroni (si, ma, anche, però, ecc..) che abbiamo visto com'è finito.

 
06/11/2009 - Fini, un uomo che cerca ... (Adriano Sala)

Ma quanto la fate difficile e contorta. Certo che Fini cerca, come tutti i politici. Cerca il potere, sa che per ragioni anagrafiche il futuro della destra non è Berlusconi, quindi può essere lui.