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SCENARIO/ Il sogno proibito di Fini: essere un po’ Veltroni ma anche un po’ Sarkozy

Chi è il vero Fini? È legittimo porsi questa domanda, dopo le recenti prese di posizione del presidente della Camera; ed è altrettanto urgente darsi una risposta. Cristiano ma non troppo, nazionale ma anche cosmopolita: tutte le impossibili mediazioni di Gianfranco Fini

fini_PdR375.jpg (Foto)

In un recente articolo su “Style Magazine” il politologo Ernesto Galli della Loggia ha definito Gianfranco Fini “un homme qui cherche”. Un uomo politico, insomma, alle prese con un percorso di ridefinizione personale complesso, e dunque alla costante ricerca della “migliore combinazione”.

L’immagine, alla luce di quanto accaduto nell’ultima settimana, appare assolutamente perfetta. L’ex leader di Alleanza Nazionale, sostenuto dalle elaborazioni intellettuali di un manipolo di pensatori certamente brillanti, si muove, inquieto, nel mondo delle idee, alla ricerca di una nuova sintesi. Dando anima e corpo all’antico sogno del “superamento della destra e della sinistra”, accarezzato all’inizio degli anni ’90 da quelli che, dentro l’allora Msi, sostenevano il nemico politico di Fini, Pino Rauti. Ironie della storia.

Andare oltre, insomma. Ma anche, da perfetto uomo postmoderno figlio legittimo della cultura dominante, tenere insieme gli opposti. E dunque Fini cerca la sintesi provando a unire anche ciò che, almeno all’apparenza di chi postmoderno non è, insieme fatica a starci.

Il tentativo può essere guardato, naturalmente, come a un’ipotesi interessante nel solco della vera destra, spesso caratterizzata - come ha scritto il politologo Alessandro Campi - “da un registro ambivalente, a volte nel segno della trasgressione, alla ricerca di curiose sintesi ideologiche”. Oppure, giusto per essere ambivalenti fino in fondo, può svelare ancora una volta il trionfo della tattica, della ricerca opportunistica, del gelido calcolo utilitaristico. O ancora peggio, la confusione delle idee.

Per il momento, inesorabilmente, ci si può limitare a sottolineare le contraddizioni insanabili del Fini-pensiero. Basta leggere “Il futuro della libertà” (Rizzoli), l’ultima fatica saggistica con cui l’ex leader di An precisa la sua sfida al futuro (o, più prosaicamente, a Silvio Berlusconi), per cogliere qua e là, nelle maglie del più classico “ma-anchismo” veltroniano, lo stridore di opposizioni logiche che saranno anche curiose sintesi ideologiche, ma insieme faticano a stare. Qualche esempio? Il presidente della Camera vuole rilanciare il sentimento della nazione e il patriottismo costituzionale, “ma anche” generare una prospettiva cosmopolita, senza vincoli geografici o mentali. E poi dice che siamo laici, “ma anche” cristiani. E dice che l’Europa ha bisogno di un’etica laica, “ma anche” che ha fatto malissimo a non descrivere se stessa attraverso il retaggio della tradizione cristiana. Affermazione, quest’ultima, che ha fatto alzare il sopracciglio al laicissimo ambasciatore Sergio Romano, stizzito da quest’ultima resistenza culturale del nuovo Fini.

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COMMENTI
07/11/2009 - Emorragia futura? (Alberto Pennati)

Credo che molti elettori del Pdl vedessero in Fini il successore di Berlusconi alla guida del partito. Il presidente della Camera però è da tempo che, su questioni importanti (ad es. immigrazione, sicurezza, magistratura), va dalla parte opposta a quella che hanno chiesto gli stessi. Non credo faccia bene al Pdl e chissà che la sua virata (od il suo zigzagare) non tolga voti al suo partito, a beneficio della Lega.

 
06/11/2009 - De finibus Fini (celestino ferraro)

Questa diatriba quotidiana del Feltri incazzatissimo contro il Fini sussiegoso costituzionalista (avventizio dell'ultima ora), mi dà l'impressione di un pullman sovraffollato il cui guidatore, sotto i fumi della droga (paranoia), sbanda pericolosamente ad ogni curva. I passeggeri sono sballottati di qua e di là e più di una voce ha gridato atterrita dalla megalomania spericolata del guidatore (un Valentino Rossi della politica) che rischia di portare l'intera carovana in qualche precipizio. Feltri, da buon giornalista che tutela le sorti dei passeggeri, esorta il temerario autista a fare attenzione: ma non sembra che i richiami all'oculatezza di guida sortiscano qualche beneficio. Fini ha deciso inopinatamente una rotta a zigzag, sembra quasi che voglia scrollarsi di quei viaggiatori paurosi che intralciano, vociando, le sue manovre di guida: dove vuole andare? C'è bisogno di essere così avventurosi, temerari, quando la meta è una meta onesta?... Vuol prendere il posto di Berlusconi?... Legittimo! Ma che lo dica senza tirare i piedi al Cavaliere fingendogli una devozione che non sente e augurandogli, forse, una rapida dipartita. Tutto qui! Anche se pensiamo di Fini, premier, tutto il male possibile. Ma questa è un'altra storia degna del miglior Freud. Celestino Ferraro

 
06/11/2009 - Fini, ma chi sei veramente? (Antonio Germino)

Sul mio blog, l'anno scorso ti avevo scritto una lettera nella quale ti chiedevo dove ci avresti portato. Ci hai portato nel PDL e ne sono contento. Come me tanti altri. Ma tanti altri ti accusarono di tradimento dei valori della DESTRA, quella destra che ti ha cresciuto e pasciuto, ti ha portato a presiedere la Camera. Tu , dieci anni fa, se te lo avessero predetto, saresti schiattato dalle risate. Io ti ho seguito, perchè nel PDL, nella figura di Berlusconi, VEDO il lavoro infaticabile di un uomo, che potrebbe starsene, fino alla fine dei suoi giorni, alle Bermude a pescare e mangiare pesce, crogiolarsi al sole, e sorridere malignamente sul nostro conto. Non so quanto seguito hai, a oggi, te lo stai perdendo giorno dopo giorno, chiacchieri su cosa bisognerebbe fare, dici una cosa e ne pensi un' altra. Io e molti altri, ormai, abbiamo come punto di riferimento Berlusconi,il famoso "uomo del fare" tu sei rimasto a uomo del "dire". Logicamente puoi continuare a dire, ma dina cosa ti prego di farne a meno: non esternare più giudizi su Berlusconi. Ci stai irritando con queste tue lapidarie frasi. Tra l'altro, fai il gioco della sinistra, che a quanto pare ti tiene in grande considerazione. Ricordati, mio ex presidente, che i compagni sono sempre compagni, non perdono nè il pelo e nè il vizio.

 
06/11/2009 - Legittimo ma sbagliato (Antonio Ferri)

Trovo legittimo che Fini sgomiti per una posizione di prima fila per il dopo Berlusconi, secondo me dovrebbe però farlo con una linea politica forte e propria (naturalmente se ne è capace) anzichè copiare il metodo Veltroni (si, ma, anche, però, ecc..) che abbiamo visto com'è finito.

 
06/11/2009 - Fini, un uomo che cerca ... (Adriano Sala)

Ma quanto la fate difficile e contorta. Certo che Fini cerca, come tutti i politici. Cerca il potere, sa che per ragioni anagrafiche il futuro della destra non è Berlusconi, quindi può essere lui.