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SCENARIO/ Così Napolitano ha impedito una nuova Tangentopoli

Il Presidente della Repubblica ha riaffermato il primato della politica in un momento delicato per gli equilibri istituzionali del Paese. Quelle parole sembrano aver lasciato un segno profondo. L'analisi di STEFANO FOLLI, editorialista de Il Sole 24 Ore. VOTA IL SONDAGGIO

Napolitano2_R375.jpg (Foto)

«Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento». Con queste parole il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, venerdì scorso ha riaffermato il primato della politica, in un momento delicato nel quale le voci di nuovi attacchi della Magistratura al Presidente del Consiglio stavano destabilizzando le istituzioni. Quelle parole sembrano aver lasciato un segno profondo. Resta ora da capire se questo cambio di clima segnerà davvero una svolta aprendo una nuova fase di collaborazione tra gli schieramenti, al riparo da clamorose turbative giudiziarie. Ne abbiamo parlato con Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore.

Quali preoccupazioni secondo lei hanno spinto Napolitano a intervenire a difesa degli equilibri istituzionali?


A mio avviso c’era, e c’è, il rischio di un grave scontro tra poteri dello Stato, tra organi che hanno una rilevanza costituzionale. Il discorso del Presidente ha cercato di svelenire il clima e creare una condizione di maggiore serenità. Non ci possiamo permettere una crisi del governo e delle istituzioni a seguito di una destabilizzazione giudiziaria.

Poteva davvero aprirsi una nuova Tangentopoli?

A tredici anni di distanza si sono verificate le stesse premesse, anche se allora il sistema politico era profondamente logorato al proprio interno ed era fragile, mentre oggi è più forte visto che abbiamo il bipolarismo e un’ampia maggioranza al governo. Con le sue parole Napolitano si è fatto garante e ha evitato una decapitazione dell’esecutivo per via giudiziaria.

La settimana che si è appena aperta si preannuncia però molto dura con il processo Mills, le attesissime dichiarazioni del pentito Spatuzza e la manifestazione che si terrà sabato contro il Premier, dal titolo “No B-Day”. Cosa ci aspetta?

Di certo la “stagione dei veleni” non è ancora alle nostre spalle, ma credo che abbiamo già visto tutto ciò che c’era da vedere. Dopo l’intervento di Napolitano, a meno di “armi letali” della magistratura, penso non ci saranno grossi problemi per il governo.

Cosa intende per “armi letali”?

 

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COMMENTI
02/12/2009 - fini (mario rossi)

Fini può sbraitare quando e come vuole, puo farsi dettare un libro come quello appena uscito, ma non ha dietro a sè un popolo. non ha nessuno. Almeno un tempo, quando ancora si ricordava la lezione di Almirante, qualcosa di buono diceva. Ora che la "Memoria" vacilla ha bisogno dei suggeritori,vedi Mieli, ma di suo non ha nulla e quel poco che possiede non fa parte del DNA del POPOLO DELLE LIBERTA'.Meglio molto meglio se toglie il DISTURBO. Mario Rossi CESENA