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SCENARIO/ Dorina Bianchi: via dal Pd, per noi cattolici non c'è più posto

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Riconosco a Bersani una posizione netta e positiva. Per quanto riguarda Franceschini, che avevo sostenuto come candidato alla segreteria, prendo atto della sua deriva laicista e giustizialista, nella quale non mi ritrovo. Berlusconi va combattuto su ciò che non ha saputo fare e sulle promesse non mantenute, non con gli attacchi personali. Il Paese ha bisogno dei moderati, anche se oggi sono sparpagliati nei diversi partiti e non riescono a rappresentare una forza che in Italia c’è.

Quali sono le ragioni della sua scelta di approdare all’Udc di Casini e non nel nuovo soggetto politico di Rutelli?


Casini in questi anni ha saputo guidare un partito moderato e moderno, in grado di porsi come alternativa di governo. Ha collaborato con Berlusconi quando il confronto era possibile e ha preso le distanze quando non c’era spazio per un dialogo serio. La bussola deve essere la modernizzazione del Paese, non l’anti-berlusconismo fine a se stesso. Per Rutelli ho grande stima e spero che in futuro queste due forze possano incontrarsi. 

L’Udc, a suo parere, scommette già sula fine del bipolarismo? In questa fase è pronto ad allearsi a uno dei due poli?

Con questa legge elettorale e le alleanze sono indispensabili. Questo non toglie che il sistema elettorale si possa modificare. Spero che le alleanze verranno decise sulla base di progetti comuni, costruendo una vera alternativa al governo Berlusconi.

Lei fa ancora riferimento a Berlusconi come a un avversario e non come a un possibile alleato. Se la sente di escludere un’alleanza tra Udc e Pdl nell’immediato futuro?


Sono l’ultima arrivata nell’Udc e non voglio parlare delle alleanze del mio nuovo partito. Dico però che a mio parere la stagione di Berlusconi si sta avviando al termine. Nonostante questo il Pdl avrà, secondo me, la capacità di riorganizzarsi attorno ad altri leader, trovando al suo interno quelle energie che gli permetteranno di crescere in democrazia interna, diventando sempre più un grande partito con il quale interloquire.

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COMMENTI
11/12/2009 - non ci voleva molto a capirlo (arnando ermini)

da "laico devoto", quindi dall'esterno, devo dire che tutto era chiaro fin dall'inizio, anzi da prima. Da quando cioè la Margherita ha iniziato a pensare all'abbraccio coi Ds. Solo chi non aveva capito che le identità ormai non si giocano più sulla dicotomia collettivismo/liberismo e neanche sulle politiche sociali concrete, ma sulle ben più profonde questioni antropologiche, poteva illudersi. Tutto ciò, sia chiaro, vale anche per l'altra parte benchè in misura forse minore. Se lo si capisse, forse l'infinita transizione italiana sarebbe più breve.

 
11/12/2009 - non capisco molto di politica (maria rita Polita)

ma seguendo Binetti, donna che stimo, ho capito che un cristiano, può per la sua fede personale (individuale) stare in mezzo al "nulla". Diversa la questione se ci si interroghi come la fede nella sua valenza personale "di corpo"(il corpo si mostra nel giudizio comune: libero e condiviso)possa prendere dimora nel PD. Altra donna, forse non così centrata o "ascetica" come Binetti, mostra come correre dietro (la propria?)idea di corpo, trasformi la questione in un pollaio.... a partire dal precedente "capo coro" che a forza di gridare contro Berlusconi, si è fatto la voce "bianca", da "rimbambinito".

 
11/12/2009 - scoperte del venerdì mattina (celestino ferraro)

Vorrei domandare alla Bianchi quand'è che nei Pd c'è stato posto per i cattolici. Assurdo! Un partito ateo che per convenienza elettorale apre le porte ai cattolici e i gonzi corrono a sorreggerlo. Dove era finita l'etica cristiana? Comunque, meglio tardi che mai. CF