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SCENARIO/ Dorina Bianchi: via dal Pd, per noi cattolici non c'è più posto

La Sen. Bianchi era stata al centro di aspre polemiche all'interno del Pd a causa delle sue posizioni sui temi etici. La scelta di un nuovo segretario faceva sperare in un nuovo corso, ma l’elezione di Bersani ha accelerato la fuga dei cattolici. DORINA BIANCHI ci spiega il perchè

BianchiDorina_R375.JPG (Foto)

Durante le ultime fasi della competizione interna al Partito Democratico, per l’elezione del nuovo segretario, Dorina Bianchi fu al centro di un’aspra polemica, a proposito dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486. Non era certo la prima volta che su un tema etico il Pd andasse in fibrillazione, come aveva confermato lei stessa in un’intervista a ilsussidiario.net, ma il congresso e le primarie erano troppo vicine per prendere decisioni importanti. L’auspicio delle diverse mozioni sembrava quello di riuscire a trovare un nuovo segretario, capace di rimettere in moto le diverse componenti del partito in vista di un progetto comune.
L’elezione di Pier Luigi Bersani sembra però aver accelerato il processo di abbandono di esponenti dell’area cattolica e moderata come Rutelli (oggi leader di“Alleanza per l’Italia”) e la stessa Bianchi, che ci spiega le ragioni della sua decisione.

Senatrice Bianchi, la sua scelta di lasciare il Pd sembra figlia di un disagio che viene da lontano. Quando ha capito che il Partito democratico non era più casa sua? 

Il percorso tracciato dai cattolici della Margherita è stato positivo e coerente ed è culminato nella nascita di un nuovo partito: il Pd. Un progetto ambizioso nel quale ho creduto e investito. Col passare del tempo però i nodi sono venuti al pettine.

A cosa si riferisce?

Le polemiche che hanno accompagnato la mia elezione a capogruppo sono state forse il primo campanello d’allarme. L’obiezione a quella decisione era sostanzialmente che una cattolica, anche se portava avanti laicamente i suoi valori, non poteva rappresentare il partito. La Serracchiani venne eletta al Parlamento europeo portando avanti proprio questa tesi. Iniziava a essere chiaro che per determinate posizioni non c’era posto.

Bersani, commentando la sua decisione e quella di Rutelli, lascia intendere che sta abbandonando il Pd chi non ha intenzione di confrontarsi e di lavorare per trovare una sintesi. È così?


COMMENTI
11/12/2009 - non ci voleva molto a capirlo (arnando ermini)

da "laico devoto", quindi dall'esterno, devo dire che tutto era chiaro fin dall'inizio, anzi da prima. Da quando cioè la Margherita ha iniziato a pensare all'abbraccio coi Ds. Solo chi non aveva capito che le identità ormai non si giocano più sulla dicotomia collettivismo/liberismo e neanche sulle politiche sociali concrete, ma sulle ben più profonde questioni antropologiche, poteva illudersi. Tutto ciò, sia chiaro, vale anche per l'altra parte benchè in misura forse minore. Se lo si capisse, forse l'infinita transizione italiana sarebbe più breve.

 
11/12/2009 - non capisco molto di politica (maria rita Polita)

ma seguendo Binetti, donna che stimo, ho capito che un cristiano, può per la sua fede personale (individuale) stare in mezzo al "nulla". Diversa la questione se ci si interroghi come la fede nella sua valenza personale "di corpo"(il corpo si mostra nel giudizio comune: libero e condiviso)possa prendere dimora nel PD. Altra donna, forse non così centrata o "ascetica" come Binetti, mostra come correre dietro (la propria?)idea di corpo, trasformi la questione in un pollaio.... a partire dal precedente "capo coro" che a forza di gridare contro Berlusconi, si è fatto la voce "bianca", da "rimbambinito".

 
11/12/2009 - scoperte del venerdì mattina (celestino ferraro)

Vorrei domandare alla Bianchi quand'è che nei Pd c'è stato posto per i cattolici. Assurdo! Un partito ateo che per convenienza elettorale apre le porte ai cattolici e i gonzi corrono a sorreggerlo. Dove era finita l'etica cristiana? Comunque, meglio tardi che mai. CF