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PIAZZA FONTANA/ Quarant’anni di teoremi che hanno bloccato l’Italia

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In definitiva, la strage di piazza Fontana è l'emblema della strage impunita e l’inizio della violenza solo parzialmente punita, ma tragicamente subita da vittime innocenti, come i dipendenti e i clienti che si trovavano in quella banca il 12 dicembre a Milano. È l'avvio di una sequenza infernale che nasceva da un contesto pauroso e super-riscaldato del biennio 1968 e 1969, che ancora oggi molti non vogliono riconoscere come tale.

Nelle ore successive alla strage fu messa a nudo tutta la fragilità della giovane democrazia italiana. Ci fu una grande confusione nelle indagini, contrassegnate da un panico giustificato ma da una frenesia ingiustificata.

Si imboccò prima la “pista anarchica”, ci si interrogò sul “ribellismo rosso” dell'editore Feltrinelli, poi emerse la pista nera che veniva dal Veneto, infine ci si concentrò su una pista mescolata tra “rossi” e “neri”, con questi ultimi che si infiltravano tra gli estremisti di sinistra. Ma non mancarono (come è inevitabile in Italia) le visioni complottistiche a livello nazionale e mondiale, supportate dai grandi organi di informazione: il coinvolgimento dei Servizi segreti, quello dei “Servizi deviati”, quello diretto dello Stato e le diramazioni di intelligence straniere. Un autentico delirio mediatico che resta, per documentazione, nelle biblioteche pubbliche e negli archivi per chi abbia voglia di consultarli.

In quei giorni si ragionò secondo lo schema della “guru” di turno, la giornalista Camilla Cederna, che aveva una sorta di “formula magica” per spiegare i fatti: cui prodest? A chi giova? Sembrava il suggerimento patetico di prendere l’aspirina per curare la lebbra. E così fu. Perché non si arrivò da nessuna parte e intanto si pontificava, neanche si fosse al “bar sport” sulla strage della tensione che avrebbe favorito in Italia un colpo di Stato di destra.

Anzi si peggiorò e si deteriorò tutto il clima politico e sociale. Legati alla strage di piazza Fontana sono infatti la morte dell'anarchico Pinelli, caduto da una finestra della Questura di Milano in modo mai del tutto spiegato.