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YOUTUBE/ Video - Le parole di Napolitano sull’aggressione a Silvio Berlusconi

Ieri sera in video, con un’intervista al Tg2, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto commentare l’aggressione subita dal Presidente del Consiglio

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YOUTUBE - Ieri sera in video, con un’intervista al Tg2, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto commentare l’aggressione subita dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il clima politico difficile che il paese sta attraversando. Di seguito il testo dell’intervista realizzata da Mario Orfeo, direttore del telegiornale.

 

Signor Presidente, Lei ieri nel condannare l'aggressione subita dal Presidente del Consiglio Berlusconi ha rivolto un appello perché la dura dialettica politica e istituzionale rientri entro i confini di un auto responsabile controllo e di un confronto civile.
Qual è il suo allarme oggi?

Ho fatto quella dichiarazione partendo dalla convinzione che ci sia stata un'esasperazione pericolosa della polemica politica, della lotta politica in Italia. E bisogna fermarla. D'altra parte non è la prima volta che lo dico. Dopo quello che è accaduto ieri sera a Milano sono costretto a ripeterlo. E' stato aggredito e ferito il Presidente del Consiglio, e anche se risulterà essersi trattato del gesto di uno squilibrato dobbiamo esserne tutti egualmente allarmati. E quando dico tutti intendo tutti gli italiani che credono nella democrazia e che vogliono veder garantita nel nostro paese una pacifica convivenza civile. Dunque il senso delle mie dichiarazioni di ieri sera è: impediamo subito, risolutamente, che rinascano forme di violenza che l'Italia, in un passato non lontano, ha già conosciuto e duramente pagato.

 

Sul clima di esasperazione politica pesa molto il rimpallo di responsabilità. Il suo appello mi pare è rivolto a tutti...

Il mio appello è rivolto a tutti in nome di un dovere di imparzialità che io ho sempre rispettato e sono deciso a rispettare. E in questo momento davvero non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. La verità è che se si ha un senso della comune responsabilità, si deve tornare a un normale, civile confronto tra le diverse parti politiche e tra le diverse istituzioni. Bisogna rispettarsi reciprocamente. Bisogna misurare le parole, dovunque si parli, pesare i giudizi e non estremizzarli. Si parli nelle piazze, si parli nei congressi di partito, si parli alla televisione.

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