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Politica

SCENARIO/ L'"attentato" di Di Pietro manda in tilt Casini e Bersani

La proposta di un fronte anti-Berlusconi formulata da Casini per scongiurare le eventuali elezioni anticipate sembrava aver tolto Bersani dai pasticci. L'aggressione a Berlusconi e le dichiarazioni del leader dell'Idv hanno però fatto riesplodere il caso Di Pietro

BersaniDiPietro_R375.jpg(Foto)

La proposta di Unione repubblicana anti-Berlusconi formulata da Casini per scongiurare le eventuali elezioni anticipate sembrava aver tolto Bersani dai pasticci. Se anche il capo Udc si disponeva ad accettare una coalizione in cui fosse compreso Di Pietro, figurarsi il sollievo del segretario del Pd che si trovava sul groppone questa scomodo alleato. Invece, dopo l’attentato a Berlusconi, il “caso Di Pietro” è esploso in modo ancora più fragoroso.

L’Italia dei Valori è l’unico partito parlamentare ad aver lanciato accuse al premier colpito dalla statuetta di Massimo Tartaglia. Parole aspre, piene di risentimento che hanno riportato al centro dell’attenzione la cultura dell’area giustizialista.
In verità Bersani ha dovuto far fronte anche alle incaute dichiarazioni della presidente del’Assemblea nazionale del Pd, Rosi Bindi, anch’essa protagonista di una infelice intervista.

Ancora una volta la volontà del Pd di concorrere a creare un nuovo clima nel paese e ad affrontare i nodi politici del governo Berlusconi e non l’ordalia sulla sua persona, si è imbattuta nel radicalismo del berlusconismo più estremo. A questo punto Bersani non può probabilmente più rinviare il problema.
Nelle prime settimane della sua segreteria il nuovo capo del Pd aveva eluso il problema preferendo dedicarsi alla definizione di un nuovo profilo del suo partito con scelte anche molto significative come la decisione di non scendere in piazza per il "No B Day".


COMMENTI
18/12/2009 - Risposta e Croce Rossa (Giorgio Antonaci)

Più che non aver capito bene, non ha fantasia e senso dell'humor questo signore molto competente. E' scritto che si tratta di soggetto indifeso e si critica come indifendibile. Della RISPOSTA ho apprezzato il tono pacato, ma non l'incompletezza: premesso che la prossima volta che sentirò nominare il signor Caldarola sarà la seconda, ora in quale casa dimora? Giorgio Antonaci.

 
16/12/2009 - Autogol. (Alberto Pennati)

Forse non ho capito bene? Pm, giudici, giornalisti e - un momento non voglio dimenticare nessuno - Santoro e Travaglio sono stati equiparati alla Croce Rossa? Denota molta competenza, la stessa che riconosce il Pdl casa del Sig. Caldarola.

 
16/12/2009 - Equilibrio nei conti (Giorgio Antonaci)

Occupatissimo a fare le bucce in casa Pd, il signor Caldarola ha dimenticato di guardare in casa propria: ho ascoltato Cicchitto e Capezzone, nuovi mandanti, leggere in parlamento e nei vari Tg autentiche liste di proscrizione dell'intera sinistra e non solo di Di Pietro e dell'IdV comunque vietati, questi ultimi, ai minori di 90nni. La condanna a morte è stata pronunciata nei confronti anche di pm, giudici e giornalisti, con una speciale menzione per Santoro e Travaglio. Quando leggerò un articolo di condanna e di invito all'espulsione per questi terroristi del PdL, riterrò raggiunto l'auspicio contenuto nell'oggetto di questo mio breve commento: fino ad allora si sarà sparato sulla Croce Rossa, indifesa e, nella fattispecie, indifendibile. Giorgio Antonaci.

RISPOSTA:

Una precisazione doverosa: Giuseppe Caldarola, già direttore dell’Unità, è stato deputato dell’Ulivo nella passata legislatura. Nel 2007 ha lasciato il Partito Democratico, ma “facendo le bucce al PD” guarda tutto sommato in quella che fu la sua casa, mentre il PDL rimane per lui casa d’altri.

 
16/12/2009 - Suggerimenti per la pacificazione (spadon gino)

E’ inevitabile, nonostante le dichiarazioni di solidarietà verso chi porta sul viso i segni della violenza e dello sgomento, che maggioranza e opposizione diano l’avvio al balletto dei “E’ colpa tua”, “No, è colpa tua”. Balletto sterile e pericoloso dal quale si può avere qualche speranza di uscire solo se ciascuna delle due parti compie lo sforzo di ricercare, responsabilmente e obiettivamente, in che cosa si è andati sopra il rigo. Lo spazio circoscritto della ricerca potrebbe essere l’insieme delle dichiarazioni fatte da rappresentanti della maggioranza e della minoranza durante gli ultimi tre mesi. I parametri di valutazione dovrebbero essere, oltre che il contenuto delle dichiarazioni stesse, l’ambito in cui esse sono state fatte, (televisione, giornali, consessi nazionali e/o internazionali); il tempo e lo spazio ad esse accordato e soprattutto la funzione o il peso politico di chi le ha fatte-