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TEMPI/ Giannino: a chi giova lo scontro politico senza esclusione di colpi?

Pubblicazione:giovedì 17 dicembre 2009

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Cordero e Travaglio, Mauro e Bindi, Franceschini e D’Avanzo, Santoro e Di Pietro, con tutte le differenze del caso, sono accomunati dal pensare che, se occorre, bisogna alzare l’asta dello scontro, finché Berlusconi non molli. E non si torni così alla soluzione unica possibile, per una storia italiana condivisa e “normale”: quella che consegni alle latèbre della memoria non l’avversario vittorioso, ma il nefando impersonificatore del liquame etico che scorre per vene indicibili del corpo italiano, di cui occorre mondare il paese attraverso mille lavacri e salassi, finché l’umor nero venga una volta per tutte espulso.

 

A oggi, non credo affatto che esistano vie intermedie, tanto meno dopo la faccia spaccata a Berlusconi. Tanti italiani hanno gioito. Tantissimi giovani sono ormai cresciuti in un paese la cui unica dimensione politica, da che erano adolescenti, è quella della caccia al mostro. Sarò pessimista, ma non credo che il sangue di Berlusconi fermerà nessuno.

 

Quando Casini - Casini, non Di Pietro - arriva a parlare di Cln, è perché ci si propone di cavalcare onde e pulsioni che non sono più ribaltonisti, ma cimiteriali. Politicamente, s’intende. Ve lo vedete voi, Silvio che tratta l’esilio a Oporto? No. È sulla stanchezza dei moderati per bene che conta il partito radical-populista. Perché venga un nuovo Martinazzoli, scarichi il ducetto da operetta, e finisca tutto come doveva finire nel 1994.



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COMMENTI
17/12/2009 - La fine (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Lucida descrizione della situazione. Mi auguro che abbia torto. Per una volta che un governo governa, cose buone e meno buone, ma almeno governa dobbiamo buttare tutto al macero. personalmente non ci sto. Non sono un berlusconiano ma è la prima volta, a mia memoria, che le cose ricominciano a funzionare e, da parte mia griderò con quanta voce ho che questo governo DEVE finire la legislatura.

 
17/12/2009 - E' la guerra civile. (Carlo Martinelli)

Il mite, terribile Oscar ha ancora una volta colpito nel segno. Con l'attentato al Presidente del Consiglio si è aperta la strada allo scontro cruento. Ci si deve preparare al peggio come nel '68, sperando stavolta che i luogotenenti di Silvio non siano ancora democristiani dentro.