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SCENARIO/ Amicone: dall’Unità segnali di ribellione al contadino ubriaco

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 «E cioè, che da questa parte, dalla parte degli antiberlusconiani, siamo in tanti, la pensiamo in maniera diversa su tante cose, ma siamo costretti a stare tutti insieme. Siamo costretti a stare sempre insieme con forcaioli, violenti, reazionari, comici diventati messia, gente che starà bene soltanto quando vedrà tutti in galera, altri che fanno una satira di serie C e altri ancora che mandano mail a tutto il mondo con barzellette su Berlusconi o sull’altezza di Brunetta».

 
Conclusione: «Molti di quelli che stanno da questa parte sono diventati, o sono disposti a diventare, peggiori di quelli che sono. Perché, dicono, è Berlusconi che ci costringe a farlo. Ecco, è esattamente questa conclusione che respingo con tutte le forze: non voglio essere peggiore di quello che sono; perché lo sarei da quindici anni e ancora per qualche anno, suppongo. E si può essere peggiori in modo cosciente, e addirittura volontario, per un giorno o per una settimana, ma non per un Ventennio».

 
Insomma, anche dalle parti del Pd c’è qualcuno e, si spera molti di più nelle settimane, mesi e anni a venire, che vorrebbero sottrarsi alla logica del contadino ubriaco. Colui che, diceva Martin Lutero, va come va il mondo. E che «non si fa in tempo ad aiutare a montare in sella da una parte che subito cade dall’altra».

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