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SCENARIO/ Berlusconi-D'Alema, dialogo o inciucio?

lunedì 21 dicembre 2009

«Prove di dialogo»: per i giornali è il classico titolo di quando non ci sono grandi notizie oppure si vuole dire e non dire. Due che si parlano, anche se non vanno d’accordo, stanno già dialogando. Se ci provano, vuol dire che le chiacchiere sono ancora tra sordi. Stavolta, tuttavia, «prove di dialogo» è la fotografia dei rapporti tra Pd e Pdl. Che hanno ricominciato a parlarsi, sia pure per interposto giornale.

La statuetta in faccia a Silvio Berlusconi è abbastanza massiccia per fargli cadere due denti e spaccargli il naso, ma non è il maglio che abbatte anni di muro contro muro. A una settimana dall’aggressione di piazza Duomo, i principali fatti che documentano le prove (ma non ancora il dialogo) sono tre: le parole distensive di Berlusconi all’uscita dal San Raffaele, l’ipotesi dell’Udc per regolamentare il legittimo impedimento del premier nei processi, l’intervista al Corriere della Sera di Massimo D’Alema che ha fatto parlare addirittura di «nuovo inciucio» dopo quello - fallito - della Commissione bicamerale del 1997.

Le discussioni maggiori riguardano proprio l’uscita del leader Pd, lo stesso che sei mesi fa, alla vigilia dello scandalo D’Addario, avvertì l’opposizione di «tenersi pronta a scosse» che avrebbero destabilizzato il centrodestra aprendo «scenari imprevedibili». Stavolta invece sdogana il «compromesso necessario» e addirittura spiana la strada a una «leggina ad personam» per fermare i processi a Berlusconi se servisse a ritirare il ddl sul processo breve che «libererebbe centinaia di imputati di reati gravi».

D’Alema puntava a scompaginare il centrodestra, perché ritirare un ddl varato dal Guardasigilli equivale ad ammettere un grave errore. Ma i problemi maggiori se li è ritrovati in casa. Ha dimostrato con i fatti che Bersani è ancora un leader sotto tutela, ha indispettito un fronte che va da Franceschini a Veltroni e ha ridato fiato a Di Pietro. La mossa delinea una situazione in cui si confrontano due schieramenti speculari, composti da un partito maggiore (Pd e Pdl) moderato e riformista, scortato da un partito minore (rispettivamente Idv e Lega) pronto a raccogliere l’elettorato più intransigente.

 

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COMMENTI
21/12/2009 - Non è un maglio ma il Duomo di Milano (PAOLA CORRADI)

Ciò che può fare cadere i muri sono le circostanze che Dio ci fa vivere, e allora non si può dire che fosse una statuetta quidam, ma il Duomo di Milano intotolato a Maria, Regina della Pace. Questa circostanza, pur nel dolore che avrà arrecato al nostro caro Premier ha in sè tutte le indicazioni necessarie affinchè i nostri due eroi possano trovare una via da percorrere.