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IL CASO/ Mario Mauro: il mio incontro con Tartaglia in carcere

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Chi detesta Berlusconi sembra voler declinare in modo distorto queste parole in tutti gli avvenimenti della politica italiana, ergendosi a difensore dell’unica giustizia vera: la propria. Per non far sì che veramente nel nostro paese a vincere sia la “banda di ladri” che per prima riesce a distruggere il nemico, dobbiamo tornare a riconsiderare le istituzioni come il frutto di un patto di libertà per cui l’uomo, con le sue esigenze, i suoi difetti, i suoi valori e le sue paure sta al centro dell’agire politico. Perché la persona sia di più sé stessa.

In quelle parole di Tartaglia si racchiude questo grido: voglio essere me stesso! Il Natale è il dono di speranza di un Dio che si incarna ed entra nella storia dell'uomo. L’avvenimento della nascita di Gesù Cristo è l’unico baluardo per la libertà del nostro cuore, per un avvenire di pace e di giustizia. Un avvenire in cui si cerchi la verità appunto nel cuore dell’uomo, un avvenire in cui dialogare significhi, come ha detto il Santo Padre “assumersi la sofferenza che comporta la rinuncia al proprio aver ragione” e in cui si consideri l’avversario come un protagonista indispensabile della propria storia e non come un nemico da soggiogare.

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COMMENTI
23/12/2009 - detestare Berlusconi? (celestino ferraro)

Già questo detestare mi sembra un'enormità. Perché poi? Se è la democrazia quella vagheggiata dai sinistri, di che si dolgono quando la democrazia sceglie uno e non l'altro? Ad essere ipocriti è facile, si nasconde la verità e si spaccia per ideale ciò che ci tradisce ipocritamente. Ma quando la verità è quella palpabile, non è più ipocrisia quella che si evidenzia, ma fessaggine. Insistendo con l'ipocrisia mai avremo una democrazia legittima e le minoranze educate all'ipocrisia resteranno malamente deluse. Ma non è bene che sia così, è necessario che la democrazia completi il suo iter e dia a ciscuno i meriti che il consenso può concedere a chi se lo merita. Senza odiare Berlusconi o Pinco Pallino che sia.

 
23/12/2009 - I politici, le ideologie, il coraggio e l'esempio (PAOLA CORRADI)

Colgo l'occasione per alcune riflessioni, innanzitutto ringraziamo il Sussidiario perchè ha il coraggio di proporre le informazioni con una visuale diversa, più profonda e meno ideologica, secondo l'On. Mario Mauro perchè ha avuto il coraggio di andare a verificare di persona "come stanno le cose" incontrando quelli che fanno la storia e cercando di capire cosa li ha mossi. Cosa chiediamo ai politici? Chiediamo a loro di essere giusti? Oppure di mettere in gioco la loro umanità? Ieri una signora mi ha raccontato che De Gasperi per andare agli incontri Europei con gli altri Statisti, si era addirittura fatto prestare il cappotto perchè non ne disponeva uno adeguato. Quanti di noi invece si sarebbero fermati adducendo mille pretesti? Invece lui fu capace di tradurre in atti concreti e coerenti la fede che professava, mettendo appunto in gioco la sua umanità.

 
23/12/2009 - il caso (daniele maccioni)

C'è da augurarsi che le riflessioni fatte da Tartaglia siano veramente vere e profonde, e che non sia l'unica persona di quella parte a rendersi conto di come sia facile mistificare la verità per poi armare la mano di altri. Quello che mi dispiace è che una notizia del genere avrebbe dovuto essere sulla prima pagina di tutti i giornali. Onore al merito a il Sussidiario.