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Politica

BETTINO CRAXI/ Pillitteri: una via per riflettere, dieci anni dopo

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Craxi aveva scommesso, contro ogni previsione, sulla tenuta della democrazia e, alla lunga, sulla crisi del sistema comunista, sostenendo in Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia ecc. le coraggiose minoranze, facendo eleggere l'esule Pelikan al Parlamento Europeo, sostenendo Walesa a Varsavia (non è un caso, tra l'altro, che l'avvento di un grande Papa polacco abbia decisamente influito sulla fine del comunismo), così come aveva aiutato i profughi delle dittature cilene, argentine, greche.

Aveva posto il Psi nell'area del liberalsocialismo introducendo modernizzazioni e innovazioni che saranno poi applicate anche da Tony Blair nel Labour. Nel Paese e al governo, aveva chiesto uno sforzo per la Grande riforma delle istituzioni, per il Presidenzialismo, il superamento del bicameralismo, la meta del federalismo (siamo ancora lì...) garantendo la stabilità e imponendo la sua forte personalità, anche in politica estera. Maturava intanto una sempre più forte ostilità dei post-berlingueriani, ormai finiti nelle secche di un giustizialismo un tanto al chilo, subalterni a Scalfari.

La fine del comunismo doveva metterli in crisi, e invece fu mani pulite e il dipietrismo, la giustizia selettiva e il clima infame, che li salvò. Chi come me ha vissuto la scena impressionante e vergognosa delle monetine contro Craxi nell'aprile del '93, ha capito bene cosa significhino parole come linciaggio, persecuzuione, odio ad personam. Parole che si sentono ancor oggi dalle parti di Piazza Duomo.

Craxi fu lasciato solo, anche nel suo partito, parlò coraggiosamente in Parlamento dei costi della politica e il silenzo assordante che ne seguì, segnò una delle pagine più buie della politica.

Aveva un'idea forte della politica. L'esilio fu una strada obbligata davanti al linciaggio e a una giustizia politicizzata che distrusse la Prima Repubblica sotto le insegne di una falsa rivoluzione, come spesso la chiamava.
Dall'amarezza dell'esilio, fino a pochi giorni dalla morte, visitato dall'amico Francesco Cossiga, difese la sua figura, il suo ruolo, la sua storia. Mise in guardia sulla fine dei partiti, sull'avvento dell'antipolitica, sulla subalternità della politica ai poteri forti.

L'attualità di Craxi è anche questa: di profeta disarmato e esiliato. La sua abilitazione è come un atto dovuto. Dieci anni dopo...
 

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