BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BETTINO CRAXI/ Pillitteri: una via per riflettere, dieci anni dopo

Pubblicazione:

Carxi_R375.jpg

Quella del Sindaco Moratti, di dedicare a Bettino Craxi una via, una piazza, un parco a Milano,è  stata una cosa buona e giusta. Anche se potremmo commentare: nel decennale della morte, se dieci anni vi sembran pochi. Comunque, meglio tardi che mai.

E' una scelta simile a un voler rendere giustizia a un personaggio milanese, innamorato della sua città, dopo anni e anni di demonizzazione che portarono Craxi, prima in esilio poi alla morte. Insieme alla distruzione del suo partito, peraltro accomunato nelle ceneri volute dal circo mediatico giudiziario, alla Dc, al Psdi, al Pri e al Pli. I partiti democratici anticomunisti che ricostruirono, nella libertà e nella democrazia, un'Italia uscita a pezzi dalla guerra.

Craxi era stato individuato come il perno intorno al quale ruotava l'assetto politico di quegli anni Ottanta e Novanta e si sapeva che, colpendo lui, sarebbe stato colpito e affondato l'intero sistema. Di Pietro fu lo strumento non l'attore. Allora come oggi, peraltro. Non è questa la sede per un'analisi dettagliata di quell'operazione "mani pulite" che fece cadere, in Italia, il muro del comunismo dalla parte sbagliata, lasciando cioè sopravvivere, miracolandoli, i post-comunisti.

Meglio riflettere sul ruolo di Craxi nella nostra vicenda storica, di Craxi socialista, di Craxi al governo, di Craxi in esilio. La sua riabilitazione è ormai acquisita, insieme, fra le altre celebrazioni, alle parole che pronuncerà il Presidente Napolitano, noto per il suo equilibrio, onesto e prudente.
Da anni la rilettura del suo "socialismo" ha messo in luce le grandi novità introdotte in un Psi che era sull'orlo della fossa (nel 1976) sottraendolo definitivamente alla sovranità comunista, donde l'ostilità giuratagli, e dandogli un'orgogliosa autonomia rispetto a tutte le altre forze.

CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA 



  PAG. SUCC. >