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SCENARIO/ Bersani spalle al muro: Berlusconi o Di Pietro?

Bersani,nuovo segretario del Pd, si era presentato sulla scena della politica nazionale rovesciando lo schema dei suoi predecessori: fine dell’antiberlusconismo di maniera, primato delle questioni sociali e dialogo sulle riforme istituzionali. Una svolta annunciata, che tarda ad arrivare

BersaniDiPietro_R375.jpg (Foto)

Il Pd rischia di sprecare l’occasione Bersani. Il nuovo segretario si è presentato sulla scena della politica nazionale rovesciando lo schema dei suoi predecessori. Fine dell’antiberlusconismo di maniera, primato delle questioni sociali, dialogo sulle riforme istituzionali, valorizzazione delle alleanze.

Dopo l’attentato a Berlusconi, Bersani, scegliendo di andare subito in visita al premier, aveva lanciato un messaggio forte di distensione e di collaborazione. Ma da lì sono partiti i suoi guai.
La minoranza interna che fa capo a Veltroni e Franceschini ha gridato all’inciucio, spalleggiata da Di Pietro e dal gruppo “Repubblica”. Il tiro si è rivolto soprattutto contro Massimo D’Alema considerato l’antesignano del dialogo con il Cavaliere. È stato un fuoco di sbarramento concentrico che ha guadagnato alla causa radical anche Rosi Bindi che si è staccata dal segretario e sembra puntare a prendere la guida dell’opposizione interna.

Altri guai vengono a Bersani dalle candidature regionali. Lazio e Puglia danno il tormentone al capo del Pd. Se nel Lazio la partita sembra persa dopo l’annuncio della candidatura di Renata Polverini e la reticenza di Nicola Zingaretti a sfidarla, in Puglia siamo al dramma. Il paradosso pugliese sta nel fatto che i due contendenti sono abbastanza simili. Vendola e Emiliano sono due populisti che hanno fatto della antipolitica la loro bandiera.


COMMENTI
31/12/2009 - Nostalgia della poltrona. (Alberto Pennati)

Evidentemente Berlusconi dà fastidio anche a coloro che un tempo lo consideravano amico; adesso improvvisamente è diventato il nemico di tutta l'Italia. Incredibile poi, ma forse non ci si dovrebbe meravigliare, che l'Udc vada insieme al partito dove sono presenti quei sedicenti cattolici che in passato ha tanto criticato (in passato appunto). Altrettanto singolare il ragionamento che l'Udc vada col Pd anche per evitare che si allei con di pietro, per il bene dell'Italia. Potrà farlo per convenienza regionale/amministrativa, ma si illudono che il pd faccia a meno dell'urlatore di odio a livello nazionale. Alla fine (alla faccia dei proclami di Casini a Porta a porta, dopo l'attentato al Presidente del Consiglio), saliranno anche loro sul carro antiberlusconiano, insieme all'idv, senza neanche fare lo sforzo montanelliano di turarsi il naso per il tanfo.

 
31/12/2009 - Non è detto che Bersani abbandoni Tonino! (Silvano Rucci)

La campagna per le primarie inizia lunedì 18 gennaio e termina sabato 30 gennaio, poi il 28 e 29 marzo vi saranno le elezioni del Consiglio regionale 2010 in Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. Emiliano dovrebbe vincere ma non è sicuro di partecipare alle elezioni, rischiando il certo come sindaco per l’incerto, anche se l’Udc, fuori dai poli, punta ad essere decisiva in più di una regione e lo sosterrebbe. Dal 18 gennaio in poi Bersani avrà la stessa saggezza di sempre e lo stesso buon senso nelle sue scelte! Non è detto che abbandoni Tonino!

 
30/12/2009 - Bersani alla prova. (Giuseppe Crippa)

Credo che il signor Rucci abbia ragione: Bersani sa perfettamente il fatto suo. Per questo credo che la scelta di far designare alle primarie il candidato presidente della regione Puglia sia una mossa azzeccata, tenuto conto che all’apparato verranno date precise disposizioni a favore di Emiliano, che dovrebbe quindi vincere. La conseguenza sarà una alleanza con l’UdC e la rottura con i giustizialisti di Di Pietro, che comunque Bersani farà di tutto per limitare alla Puglia. Mi auguro che il signor Rucci non cambi idea su Bersani il 18 gennaio.

 
30/12/2009 - Bersani sa perfettamente il fatto suo! (Silvano Rucci)

Bersani non accetterà le riforme sulla Giustizia ed in particolare quelle relative alle leggi ad personam! Il dilemma sulla scelta “Bersani spalle al muro: Berlusconi o Di Pietro?” non esiste per Bersani! Egli sa perfettamente il fatto suo! Un conto è dialogare con il Pdl, altro conto è rinunciare al contributo verista che Di Pietro ha apportato ed apporterà al Pd sempre!