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SCENARIO/ 1. Le “riforme condivise”, uno specchietto che non incanta Berlusconi

Pubblicazione:giovedì 31 dicembre 2009

Dalema_R375.jpg (Foto)

E allora? E allora Berlusconi verifichi  - attraverso Letta (Gianni) può farlo - se c’è spazio o no, fino a dove ci si può spingere, se Bersani-D’Alema possono contare sulla forza parlamentare necessaria, e poi, ma solo dopo, si decida e si dica con chiarezza se si possa (o non si possa) intraprendere il cammino delle riforme e perché sì (o no).

E se non si potesse farle in modo condiviso? La maggioranza ha il dovere di procedere perché l’alternativa non può essere: insieme al ribasso o nulla o, peggio ancora, comunque insieme o nulla. Contano ancora qualcosa quella marea di voti che la maggioranza ha preso alle elezioni per fare anche queste riforme? O no? O per fare le riforme ci vogliono altre elezioni? Quelle di un’assemblea costituente, cioè i voti delle politiche non sono sufficienti, non hanno sufficiente peso politico per fare le riforme istituzionali a maggioranza parlamentare, sia pure qualificata? Se qualcuno lo pensa lo dica. Sarebbe tutto più chiaro. Intanto, però, nel frattempo che si dibatte di questo e di altro qualche riforma che vada nel senso dell’efficienza delle istituzioni e anche della magistratura sarà il caso di metterla in campo, perché alla fine la bussola che orienta l’azione politica dovrebbe essere costituita non da ciò che si riesce a fare, ma da ciò di cui ha bisogno il Paese.

 



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COMMENTI
08/01/2010 - il lento gioco politico (elena siboni)

in effetti le riforme sono necessarie, rischiamo veramente di essere l'ultimo Paese (agli occhi di tutti) e uno dei primi che dovrà subirne le conseguenze poi. ma veramente qualcuno vuole davvero 'fare qualcosa'? se si, perchè allora continuare nei 'giochi' di potere che non fanno altro che rallentare un processo di cambiamento che ormai è doveroso. perchè non basta procedere? si perde troppo tempo a guardare il 'peso politico' quando invece si è titolari di un 'peso legale' sufficiente per dar vita ad un cambiamento. Cavaliere non perda più tempo, vada oltre nei giochi, perchè a volte si sa si può anche restarne vittima.

 
01/01/2010 - riforme (daniele maccioni)

Credo che entro il 2010 si debba mettere mano alle riforme, cercando di far capire ai cittadini la vera necessità di esse. Ovviamente sarebbe molto bello poterle fare in maniera condivisa, ma dubito che quando si arriverà alla resa dei conti la sinistra abbia il reale coraggio di portarle avanti, a scapito di una buona parte del suo elettorato che fa dell'antiberlusconismo la sua unica politica. Mi sembra altresì chiaro che non si può continuare ad avere sotto scacco il presidente del consiglio ed il suo governo, e che quindi debba essere trovata una soluzione definitiva a questo problema.