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ALLEANZE/ Buttiglione (Udc): non andremo mai con la sinistra

Pubblicazione:venerdì 4 dicembre 2009

rocco_buttiglione_R375.jpg (Foto)

Il “caso Fini” monopolizza l’attenzione all’interno del Pdl, in una delle settimane più delicate per il governo, alle prese con i processi a carico del premier e le voci di possibili pesanti accuse mafiose da parte del pentito Spatuzza.
Nel panorama politico c’è però chi ha scommesso da tempo su un profondo cambio di scenario e sulla fine del bipolarismo. Questa sembrerebbe l’ipotesi dell’Udc di Casini, che, nell’attesa di un nuovo assetto, tratta separatamente con Pdl e Pd le alleanze alle elezioni regionali. Ne abbiamo parlato con l’On. Rocco Buttiglione.

Qual è la vostra posizione in questo delicato frangente dell’esecutivo e forse del bipolarismo stesso?

Noi pensiamo che il bipolarismo abbia fallito. Da 15 anni questo paese non cresce, si è smarrita la politica e la capacità di mettere d’accordo la gente su un progetto di bene comune. Si è pensato che dicendo “o di qua o di là” si risolvessero i problemi, il risultato invece è che chi vince le elezioni non riesce a governare, perché deve conciliare posizioni troppo diverse. In secondo luogo ogni governo spende il suo tempo a disfare ciò che ha realizzato quello precedente perché si fanno le riforme senza il minimo accordo con l’opposizione. In questo modo si prendono meno decisioni, contrariamente a quanto si crede, e la gente non si sente rappresentata. È giunto il momento di cambiare sistema.

Quale sistema e quale legge elettorale avete in mente?

Guardi, siamo circondati da esperti di sistemi elettorali che ci dicono: “Bisogna fare come in tutta Europa, due schieramenti e il Presidente del Consiglio eletto direttamente dal popolo”. In realtà non esiste alcun paese europeo nel quale il premier sia eletto dal popolo e tutti i sistemi elettorali, tranne quelli di Gran Bretagna e Francia, sono proporzionali. Il sistema migliore mi sembra il proporzionale alla tedesca.

È un problema solo di modelli? Sembra invece che i mali che affliggono la politica siano sempre gli stessi al di là delle soluzioni formali?

A mio parere questo paese si governa solo dal centro, ci sono troppi estremismi, troppa faziosità e un clima perenne da guerra civile. Anche alla Camera, se non ci fosse quella striscia esile di parlamentari dell’Udc quelli dell’Idv e della Lega si picchierebbero.
Il centro non è solo un concetto politico-geografico, è il luogo elettivo dei cristiani impegnati in politica, la casa di quelli che sanno che la risposta alle domande fondamentali della vita vengono dalla religione e non dalla politica. Bisogna laicizzare la politica e paradossalmente possono farlo solo i credenti.

La scommessa di posizionarvi fuori dai due poli è stata vinta, visto che c’era il rischio di scomparire. Siete però davvero convinti che gli italiani vorranno rinunciare al bipolarismo, pur coi limiti che ha sottolineato prima?

 

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COMMENTI
04/12/2009 - Linea politica (GIOVANNI PIERONI)

Approvo pienamente quanto sostenuto dall' On.le Buttiglione, con la sola raccomandazione di fare molta attenzione ad alleanze anche a livello regionale con la sinistra. E' un altro DNA.

 
04/12/2009 - d'accordo,ma non del tutto (attilio sangiani)

concordo con l'abisso antropologico e con la sana "laicizzazione"della politica,che può solo prendere atto dei propri limiti ed aprirsi liberamente ai valori trascendenti la politica stessa ( vedi diritti umani universali,da "riconoscere" ). Non concordo sul fallimento del bipolarismo. Non è ancora detto. Mi pare presto per costatarlo. Se Berlusconi cadsse,sarebbe soprattutto per la mancanza della "immunità" parlamentare,solo temporanea,che non è irresponsabilità definitiva e realizza efficacemente la vera "indipendenza" dei poteri.

 
04/12/2009 - sono antropologicamente diverso (ivano sonzogni)

Mi rincuora molto leggere la dichiarazione di Buttiglione secondo cui c'è un abisso antropologico tra sinistra da una parte e UDC, PDL, Lega (e penso anche Mussolini, Forza nuova e fascisti vari). Da elettore di centrosinistra temevo che i vari Buttiglione, Cuffaro e il bel Casini volessero allearsi con il Pd.

 
04/12/2009 - Si può lavorare con tutti, se... (Giuseppe Crippa)

Non capisco perché molti vedono una alleanza politica come un matrimonio… Si tratta invece di lavorare insieme per conseguire un obiettivo comune, e questo, come ogni esperienza di lavoro insegna, è possibile con chiunque, purché vengano rispettati minimi criteri di buona educazione e soprattutto purché siano chiare le specifiche identità di ciascuno. Come afferma molto chiaramente l’On. Buttiglione, “Tra noi – e qui si riferisce all’UDC, ma potremmo anche leggere CNA (Cattolici Non Adulti) - e la sinistra c’è un abisso antropologico che riguarda la concezione della persona umana, della vita, del matrimonio, della famiglia, dell’educazione e una lontananza dal loro approccio statalista.” Il venire meno anche di uno solo di questi presupposti renderebbe impossibile qualunque alleanza. A meno che la smania del potere non induca i dirigenti UDC all’errore… ma questi ultimi anni provano che persone come Buttiglione antepongono i loro valori al successo e al potere.

 
04/12/2009 - Caro Buttiglione... (simone borri)

... secondo lei i cattolici dovrebbero sentirsi più affini alla Lega che la PD? E menomale che al centrodestra hanno una concezione, come dice lei, del matrimonio diversa dalla sinistra: direi che è diversa pure da quella cattolica, visto che tutti i leader sono divorziati e/o riaccompagnati mi sembra. Certo, se essere cattolici significa solo essere rispettosi di una certa forma senza contenuti, allora può aver ragione. Ma per me, cattolico, la concezione dell'essere cristiano è molto, ma molto diversa...

 
04/12/2009 - OK, vedremo in Piemonte (carlo maria visconti)

Tutto bene, ma il banco di prova sarà l'alleanza in Piemonte. L'UDC è corteggiata da tutti, PD in particolare. Staremo a vedere la famosa "coerenza" dova vi porterà. carlo maria VISCONTI