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Politica

ELUANA/ La "stoffa" umana di chi ci governa

La responsabilità di governare deve innanzitutto rispondere al bene di ogni singolo cittadino. Secondo Don Roberto Colombo così si abbatte la distanza tra il palazzo e la gente comune, distanza che i formalismi che prescindono dall'uomo contribuiscono solo ad alimentare. VOTA IL SONDAGGIO

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La statura delle donne e degli uomini di governo non traspare quando cavalcano l’onda dell’entusiasmo e del sentimento popolare, né quando affrontano le folle inferocite che urlano contro i palazzi del potere e ne chiedono le dimissioni. Dalle monarchie alle repubbliche, il rispetto più grande e l’apprezzamento per la loro umanità è stato riconosciuto a chi, chiamato a reggere le sorti di una nazione, ha saputo e voluto scegliere di obbedire alla propria coscienza piuttosto che al formalismo della legalità e della ritualità, rifuggendo da un facile consenso o da una resa incondizionata al furore dei propri avversari politici.

La ragione e la libertà, che si fondono nella coscienza di sé e del mondo – e, di conseguenza, della propria responsabilità coram Deo e coram populo – sono la stoffa di ogni decisione che chi governa è chiamato a prendere per il bene comune, quello di tutti i cittadini ma, ancor prima, quello di ogni singolo cittadino. Non vi è bene comune che possa prescindere dal bene anche di uno solo dei membri della comunità civile. La vita di uno solo di noi vale la vita di tutti, e non può essere sacrificata dallo stato per nessun fine sociale o politico.

Il coraggioso atto con il quale il Governo ha predisposto un disegno di legge per affermare che Eluana non può essere fatta morire privandola dell’acqua e dell’alimentazione per il volere di un padre e per il giudizio di una magistratura costituisce un gesto umanissimo, responsabile e di politicamente leale.

Un gesto umanissimo di chi si è ricordato di essere uomo prima ancora che statista, uno di noi, del popolo, che hanno una ragione e un cuore, costituiti di evidenze ed esigenze che li proiettano nel paragone con la realtà della vita al di là delle barriere istituzionali. Adesso li sentiamo più vicini a noi, queste donne e questi uomini di Palazzo Chigi, partecipi di una storia che non è fatta dal potere, ma, anzitutto, da chi vive ogni giorno il dramma quotidiano dell’esistenza.

Un mossa di grande responsabilità, di chi non ha chiuso gli occhi e non si è lavato le mani di fronte non solo ad una tragedia familiare, ma anche ad una gravissima frattura sociale tra l’esercizio del potere giudiziario ed il giudizio della ragione.

Infine, una atto di lealtà politica verso la sorgente della vita pubblica: la vita della persona, la nostra vita. Il bene fondamentale dell’uomo è la sua vita, al tempo stesso un bene individuale ed un bene sociale, di ciascuno e di tutti.

Il giudizio su coloro che ci governano spetta alla storia e, ultimamente, alla misericordia di Dio, non a noi. Ma il gesto compiuto per salvare Eluana resterà nella storia di questo Governo e non è sconosciuto agli occhi dell’Onnipotente. Un gesto che, da solo, varrebbe a riscattare molti errori di ieri e di domani. Chi ha tentato di ostacolarlo in nome dell’aderenza formale alle norme, fossero pure quelle costutuzionali, forse ha dimenticato che la legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge. Altri, in simili circostanze, hanno scelto di salvare l’uomo, non le norme.

Così è stato, tra gli altri, per il re Baldovino del Belgio, che nel 1990 abdicò al proprio ruolo ed ai suoi poteri per non firmare la legge sull’aborto, e per il granduca Henry di Lussemburgo che, nel dicembre scorso, si rifiutò di firmare una legge volta ad introdurre l’eutanasia nel suo paese. Non è accaduto lo stesso per il re Juan Carlos di Spagna di fronte al disegno di legge sul matrimonio omosessuale. Storie diverse, stature umane differenti.

La storia di civiltà e di amore alla vita, antica e recente, del popolo italiano, ci induce a sperare che chi più di tutti lo rappresenta non resti insensibile al grido che dal Paese si leva per strappare questa giovane donna ad una morte crudele e iniqua. Oltre alla Grazia che dal cielo la protegge in ogni istante della sua vita, osiamo sperare anche in una grazia umana che le può essere concessa da chi, per volere di Dio e del popolo, amministra supremamente la giustizia umana. Non è forse questo, quello della grazia ai condannati dal potere giudiziario, una delle prerogative del Capo dello Stato?

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COMMENTI
08/02/2009 - eluana (marta negherbon)

la cosa più vera e appassionata che ho letto: SABATO DOMENICA 7-8 febbraio 2009 in anno 152 post Freud natum Eluana cogitans Lettura di: S. Freud Vita come pensiero (“pulsione di vita”) OSF passim La fortuna di Eluana - una bella addormentata in un brutto bosco, e senza alcuna speranza nel bacio di un principe - sta nel fatto che, essendole risparmiata ogni sofferenza, lo è anche quella di assistere a tanto necrofilo quaquaraquà pubblico a suo riguardo, in cui si balla sulla cassa del non-morto. La manterrei nella sua teca per cento anni a spese del contribuente. Strano che nessuno abbia osservato, negli opposti schieramenti, che nessuno può escludere che sogni, ossia che pensi. Milano, 7-8 febbraio 2009 Il Sito Personale di Giacomo B. Contri

 
08/02/2009 - commento (Pellegatta Pietro)

Quando Fanciullo Roberto si farà restituire la sua umanità dai giornali e dalla televisione a cui l’ha consegnata credendo veramente che l’unità d’Italia, il rispetto della costituzione, e cose simili, siano le cose veramente fondamentali per vivere più del fatto che se io sono sano non l’ho deciso io, allora potrà anche sorridere del fatto che un uomo cattivo fin che si vuole abbia usato finalmente il potere che ha per qualcosa di giusto indipendente da chi lo affermi. Se per Berlusconi “Parigi val ben una messa”, sarò triste per lui vedendolo affannosamente impegnato per realizzarsi con il potere, ma sarò lieto di vederlo a messa… non si sa mai, cosa ne sappiamo del suo cuore? Le vie del Signore sono infinite.

 
08/02/2009 - napolitano (ruben rossi)

Vorrei rispondere in primis a quanto asserisce Fanciullo Roberto. Caro amico,qui non stiamo parlando in funzione delle nostre idee politiche (o partitiche). E' una questione quella della sacralità ed inviolabilità della vita umana che riguarda tutti ed è alla base della nostra convivenza civile. Lasciamo da parte anche ogni aspetto religioso. Il punto è che di fronte a qualunque dubbio ancorchè minimo si deve sempre adottare il principio di precauzione. Inoltre anche se il premier fosse Belzebù fatto uomo in questo frangente sta agendo nella giusta direzione : o forse dobbiamo considerare una azione giusta o esecrabile in funzione della legittimità morale di chi la compie? Che dire incvece dell'attegiamento di Napolitano? Lei, caro amico ritiene che per un formalismo giuridico si debba decidere per la soluzione irreparabile? Dov' è andato il buon senso? Io so che se Eluana morirà (perhe, caro amico, Eluana è VIVA), il "nostro" presidente Napolitano si potrà vantare di fronte al partito della morte e delle certezze assolute(PD, PRC, Radicali etc. etc.)e a tutti quelli che lo hanno sostenuto di avere ubbidito al "programma", ma di fronte alla sua coscienza, agli italiani non obnubilati, e soprattutto al Giudice Infallibile dovrà rendere conto.

 
08/02/2009 - Eluana, un fatto che ci interpella (Flavio Rozza)

Certamente il nostro premier non è un leader perfetto ed infallibile. Tuttavia è innegabile come in questa situazione abbia saputo assumere una decisione coraggiosa (a rischio di forte impopolarità) per rispondere non ad un calcolo di convenienza politica, quanto ad un esigenza dettata dalla coscienza e dal senso del dovere; il dovere di non rimanere immobili davanti all'ingiustizia di una vita umana che viene fatta spegnere in modo barbaro, privata di acqua e cibo. Spiace che altri politici (Napolitano, Fini, Tondo e gran parte della sinistra) non abbiano avvertito la medesima esigenza di salvaguardare la vita umana, spiace constatare la miopia di chi non sa più riconoscere la dignità di una vita indipendentemente dallo stato in cui si trova (vegetativo o meno). La situazione di Eluana deve interpellarci tutti in modo profondo...superando le contrapposizioni ideologiche o le diverse appartenenze a questo o quel movimento. Di fronte al "fatto" che Eluana ci pone, non devono rispondere i partiti, ma l'uomo e la sua coscienza. Personalmente non ho risposte facili o pronte...dico solamente che la vita di Eluana (come d'altronde ogni vita) rappresenta per me un mistero.... Mi spaventa la certezza di chi presume di sapere e conoscere cosa prova e cosa avrebbe deciso Eluana se avesse potuto esprimersi... così come mi spaventa l'indiffereza di chi – di fronte a questo pericoloso precedente – non avverte la gravità di quanto sta accadendo. Flavio Rozza (Crema)

 
08/02/2009 - Pubblicani e prostitute (Marco Lepore)

E' terribile che di fronte al gravissimo caso di una persona -malconcia quanto vi pare, ma pur sempre persona- che stanno facendo morire di fame e di sete, ci sia ancora (e purtroppo sono tanti, come dimostra il commento di Fanciullo) che si attardano a fomentare polemiche politiche e ad incitare all'odio contro il nemico. Berlusconi forse avrà fatto i suoi calcoli politici, sicuramente ha tanti limiti (ma chi di noi non li ha?)e potrebbe essere mosso anche da intenzioni ambigue; però sta facendo la cosa giusta, e tanto mi basta. Quello che ci è chiesto, ora, è di prendere posizione di fronte ad una questione radicale: la vita è valore non negoziabile o no? Berlusconi e il suo governo rispondono NO, e tentano di fare una legge per tutelare la vita di persone indifese, che potrebbero essere sopppresse in nome di una ideologia salutista e nichilista. Berlusconi è un riccone e i suoi ministri indegni? Può darsi, ma come Qualcuno ha giustamente detto, "i pubblicani e le prostitute vi passeranno davanti nel Regno dei Cieli"...

 
08/02/2009 - adesioni alle decisioni del governo (roberto fanciullo)

mi sento offeso come cittadino italiano dalla posizione di questo articolo. dell'uomo che denigra ed uccide con le sue frasi come quelle dette al suo antagonista Soru e lo uccide ancor di più approfittando del potere mediatico non riesco a vedere l'aspetto umano di fronte alla difficile situazione umana dell'Englaro. Su questa c'è solo un calcolo di consenso anche sulle votazioni che ci saranno in Sardegna. I cattolici che si sentono ripetere ad alta voce quello che pensano si beano di un nuovo apostolo. Ma apostolo è del potere che pretende a tutti i costi anche lacerando quel poco che rimane dell'unità dell'italia. Ma avete guardato lo sguardo mancante di quando ha esposto il DL?? non alzava lo sguardo parlava di un'unanimità inesistente del CDM fino a quando voi cattolici sosterrete ques'ipocrisia? Eppure il Vangelo vi ha aperto gli occhi sui ricchi. Forse dovreste rivalutare Prodi se n'è andato senza alzare la voce. Non si può sostenere mammona quando sembra dalla nostra parte! Il vecchio furbo ha bisogno di voti. Perchè la lega è debordante perchè in sardegna un imrenditore giovane (che può essere la sua controfigura) ma veramente attaccato alle cose sarde minaccia il suo potere e i grandi investimenti terrieri ivi fatti. Mammona è sempre mammona pensate alla frase che la Inglaro può procreare solo perchè ha un utero ancora indenne. Ma non ci vuole un profeta per prevedere che lì lui non ci andrà perchè quel corpo muto potrebbe veramente parlargli troppo forte.

 
08/02/2009 - Grazie a Eluana (GIUSEPPE MINEO)

Nel convegno di ieri alla Cattolica mi ha colpito la verità che emergeva da tutti gli interventi. Mi ha colpito chi ha parlato di "domanda che viene dal silenzio". E' proprio vero che da un male può nascere un grande bene.