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VELTRONI/ Berlusconi al Quirinale? Se lo tolga dalla testa

Lo dice il segretario del Pd, Walter Veltroni, intervistato da “l'Unità”

veltroni_arrabbiatoR375_05ott08.jpg (Foto)

«Se lo tolga dalla testa Berlusconi: al Quirinale non ci andrà mai. In quella carica si sono succedute personalità che hanno garantito l'unità della nazione e il rispetto della Costituzione. Lui non è in grado di garantire unità, ma solo divisione. Il suo è un disegno scellerato e autoritario». A parlare è il segretario del Pd, Walter Veltroni, intervistato da “l'Unità”.

Per Veltroni, «Berlusconi vuole portare il potere legislativo in una sola mano, nella sua. Mostra fastidio e intolleranza nei confronti di chiunque abbia un'opinione diversa dalla sua. E' questo il suo atteggiamento nei confronti dell'opposizione, della magistratura, dell'informazione, dei sindacati. L'Italia non è un'azienda di sua proprietà, ma un paese che appartiene a sessanta milioni di italiani».

A proposito del conflitto con il Colle, Veltroni sottolinea: «Berlusconi ha sferrato al capo dello Stato un attacco che è stato respinto dal paese. Dall'opinione pubblica, dalle forze politiche tutte, dallo stesso Fini. Voglio sottolineare l'autonomia del presidente della Camera. Ci sono avversari politici che conoscono bene la differenza che corre tra le istituzioni e le sezioni di partito. Fini lo ha dimostrato in diversi passaggi».

«Il presidente del Consiglio - aggiunge - ha scelto con freddezza e cinismo di strumentalizzare la vicenda della povera Eluana con un disegno ben preciso». «Negli ambienti ben informati - spiega - circola la tesi che Berlusconi vorrebbe andare alle elezioni anticipate per cercare di assicurarsi che il Parlamento che eleggerà il prossimo capo dello Stato sia pi controllabile. Interessi assolutamente privati a fronte di un paese che vive una crisi economica e sociale gravissima». Ma «se lo tolga dalla testa Berlusconi: al Quirinale non ci andrà mai».

Domani comunque il Pd sarà in piazza a Roma e a Milano «per difendere il Capo dello Stato e la Costituzione da chi vuole forzarla». Il che non vuol dire che la Carta non possa essere cambiata: «Il parlamento - ricorda - aveva iniziato un ottimo lavoro. Dentro i confini dei grandi principi della Costituzione, possono realizzarsi interventi che rendano la macchina della democrazia pi efficiente e veloce».

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