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PD/ Riecco la “Jena” Prodi, l’eterno ritorno al punto di partenza

Il ritorno di Romano Prodi sulla scena politica nazionale può avere molte spiegazioni. Sullo sfondo c’è il ritorno al dominio della vecchia Dc (di sinistra) che ha già posto un'ipoteca sull'intero Pd con la nomina a segretario di Franceschini

prodi_ritornoR375.jpg (Foto)

Negli anni lontani della Prima Repubblica, uno dei suoi fondatori, Amintore Fanfani, era soprannominato “il rieccolo”. Nel senso che, nonostante le sconfitte interne, le dimissioni, le batoste elettorali, ritornava sempre in pista, a galla, riemergeva e, spesso, primeggiava. Era un fuoriclasse, un autentico Grande vecchio, e poteva permettersi il lusso o la fatica di non andare (mai) in pensione. La classe non è acqua. Nel suo partito, la Dc, era tanto amato quanto odiato, e “il rieccolo” era un nomignolo dalla chiara matrice democristiana.

Adesso, i “rieccoli” sono tanti. Guardate Prodi. Che, tra l'altro, era uno di quelli che aveva detto: basta con la politica, largo ai giovani. Un detto che, in politica, va preso come il suo rovescio. È ritornato Romano, è ritornato l'antiberlusconismo soft, ma dai denti d'acciaio. Aveva fatto dire, a destra e a manca, che il suo rientro era pieno di discrezione, in punta di piedi, senza disturbare nessuno. Come la sua iscrizione al Pd: annunciata su tutti i Tg, strillata sulle pagine politiche dei quotidiani nazionali. E poi, una lunga chiacchierata, sempre in punta di piedi, da Fazio, il salotto più “in” – e più ascoltato – dal politicamente corretto nazionale. E non è colpa dell'umile Romano se, il giorno dopo, ampi stralci di quel téte a téte sono finiti sui giornali. E bene in vista, mi raccomando. Ha ragione la mitica Jena: «Ha aspettato che Veltroni – così l'ha lapidariamente satireggiato su La stampa – si dimettesse e poi ha rinnovato la tessera del Pd. Prodi, la Jena dell'anno».

Anche Prodi è un grande vecchio, ma con la g minuscola. Non tanto o non solo per l'implicito déjà vu, quanto per il riflesso che riverbera sull'intera sinistra, e in primo luogo sul “suo” Pd. Secondo Cossiga, che di vecchi Dc più o meno grandi – categoria della quale fa parte, ma con la G maiuscola – se ne intende, la vendetta di Prodi significa, tra l'altro, un suo rinnovato ruolo di salvatore del Pd, oltre che un primo passo verso il Quirinale.

Può darsi. Il fatto è che se il Pd ha davvero bisogno di Prodi per salvarsi, significa che è più di là che di qua, come si dice dalle nostre parti. La sconfitta di Veltroni porta le stimmate del disastro del Governo Prodi sui cui il Pd non ha voluto riflettere, mettendosi, per di più, una serpe in seno come Di Pietro.

A meno che, l'eterno ritorno del sempre uguale voglia semplicemente riaffermare la massima dei Padri della Chiesa: nulla salus extra Ecclesiam, dove per Ecclesiam si deve leggere la Dc (di sinistra) che ha già posto un'ipoteca sull'intero Pd con la nomina a segretario di Franceschini. Il punto vero è che Romano, per il Partito Democratico, è l'eterno ritorno al punto di partenza.

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COMMENTI
24/03/2009 - eterno richè (Rosario Frasca)

Non credo che il ritorno del vecchio possa essere considerato come salvataggio di un nuovo soggetto politico: come fa un vecchio a salvare il nuovo? Tuttalpiù il ritorno del dell'autoesiliato è sintomo che qualcosa qualcosa di nuovo sta veramente crescendo. Il nostro vecchio traghetterà le cariatidi politiche presenti nella sinistra e le conterrà nel suo guscio ovattato che sà di mortadella mentre il nuovo avrà tempo di organizzarsi per emergere solo quando sarà vincente nella competizione elettorale. Questo è il mio auspicio per non perdere il patrimonio culturale della sinistra italiana e vederlo anzi rigenerato in un nuovo soggetto politico più coerente con il messaggio di speranza di cui c'è bisogno. Spe salvi, è valido anche nel senso della solidarietà sociale. Speranza quindi, anche per chi storicamente non vuole accogliere il messaggio solo perchè lanciato dal Papa. Obama col suo possumus è l'esempio che la capacità di dare speranza elettoralmente paga.

 
18/03/2009 - commento (Luciano Vignati)

Ha ragione Paolo Pillitteri su Prodi, ha iniziato ha distruggere l'Italia negli anni 70 quando era presidente dell'IRI, e non ha ancora intenzione di lasciare in pace i lavoratori italiani. Questo democristiano di sinistra, senza un anima, ha sulla coscenza decine di migliaia di lavoratori italiani partendo da quelli dell'Alfa Romeo per arrivare ai lavoratori dell'IRI/Italstat. Negli ultimi due anni del suo governo ha spremuto ancora i lavoratori con le tasse per sistemare nel suo governo una serie di personaggi della sinistra estrema che avevano un'unico pregio, essere ex terroristi. E' questo è l'uomo che il PD vorrebbe riproporre? Scusate l'acredine, ma sono un ex lavoratore vittima di Prodi.

 
17/03/2009 - su Prodi (dario Piersanti)

Gent.le Pillitteri non mi sembra che lei sia il più adatto a parlare di “dejà vu” così come non capisco ma posso comprendere il suo astio per Prodi. Comunque d’accordo con lei che il rietro del professore non sia stato poi tanto in “punta di piedi”. Ma comunque a parte le maiuscole e minuscole di cosa dovrebbe aver paura Prodi? Forse che ha fatto cose disdicevoli quando ha governato? Non direi proprio. Che se poi a qualcuno è antipatico per il suo faccione direi che è altra cosa. Una cosa è certa: durante i governi Prodi il Paese ha provato a rimettersi “in carreggiata” certo con il contributo degli italiani. Ma mi domando in quale altro modo si sarebbe potuto? Non credo che le cose vadano molto meglio oggi al di là della simpatia o antipatia che Berlusconi può suscitare nella gente perché purtroppo la simpatia e l’antipatia saranno anche validi strumenti di consenso elettorale ma non è che poi aiutino molto il Paese. Infine voglio ricordare al signor Castagna che comunque Prodi ha sconfitto per due volte Berlusconi…..Che poi ci sia bisogno di nuovi e giovani Leader pienamente d'accordo ma non mi si venga a dire che il Cavaliere è un fanciullo. Dario Piersanti

 
17/03/2009 - incredibile (gianluca castagna)

Trovo incredibile che il centro sinistra non sia ancora riuscito a scovare e a proporre qualcuno di nuovo, sia in senso anagrafico (in questo anche il centro destra non scherza) sia in senso culturale. Semplicemente pazzesco. Se dovesse riprendere le redini Prodi, comunque, non sarà un male. Per il centrodestra, naturalmente.